Catania, il precedente del Parma che spaventa i tifosi. E i due Lucarelli poi…

La vicenda del club etneo assume un contesto sportivo sempre più drammatico

di Redazione ITASportPress

La commedia triste e drammatica, sportivamente parlando, del Catania continua. Ieri è stata scritta una nuova nera pagina del club etneo che non è riuscito a fornire i servizi essenziali allo stadio Massimino per il match con la Casertana di domani. Senza la presenza degli steward manca la sicurezza e il match si giocherà a porte chiuse come ha comunicato la prefettura di Catania. Forse questa “prima volta” del club etneo, apre uno scenario preoccupante, per molti tifosi tragico. Un percorso che fa pensare a quello vissuto dal Parma nel 2015 dell’allora proprietario Giampiero Manenti che non riuscì a salvare il club ducale con il disastro che cominciò proprio per non aver avuto i soldi per pagare gli steward e organizzare la partita casalinga con l’Udinese. I ducali erano una società sull’orlo del disastro e il direttore organizzativo Corrado Di Taranto fece sapere che nelle casse sociali erano rimasti appena 40mila euro, assolutamente non sufficienti per organizzare una partita, e forse nemmeno per fornire i servizi essenziali allo Stadio Tardini. Poi il Parma dopo il fallimento ripartì dalla Serie D. In quella squadra gialloblu’ il capitano era Alessandro Lucarelli, il fratello di Cristiano allenatore del Catania, che commentò così gli sviluppi della situazione: “Ogni giorno città, tifoseria e squadra prendono bastonate in faccia. Mi auguro che prima o poi tutto questo finisca perché non ne possiamo più. Difficile giocare domenica? È da tanto che è difficile giocare. È da novembre, per tutta una serie di motivazioni stiamo andando avanti, lo facciamo per le persone che ci stanno dietro, ma verrebbe voglia veramente di chiudere tutto. Sta diventando una farsa e lo dico con tristezza, perché è tutto uno schifo».  Forse oggi Cristiano Lucarelli in conferenza stampa potrebbe dire le stesse cose proferite da suo fratello Alessandro. Sinistri presagi alle pendici dell’Etna… e i tifosi intanto appendono striscioni contro la società e i dirigenti. 

 

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