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L'analisi

Catania, la benzina potenziata e la mutazione genetica del tifoso

Catania (Getty Images)

L’analisi dopo la vittoria del Catania nel derby

Redazione ITASportPress

La corsa e la duttilità di Greco, i gol di Luca Moro. Su queste due colonne si sorregge il Catania che ieri si è riscattato contro il Palermo dopo qualche partita non giocata con lo stesso atteggiamento aggressivo. Il ritorno del grande pubblico ha dato una carica maggiore a tutti i rossazzurri e rinvigorito anche il mister Baldini che è entrato in campo ieri con la bacchetta magica della fata Turchese (Nicolosi dixit). La mossa di Greco spostato nella mediana ha spiazzato il tecnico rivale che obiettivamente ci ha capito poco ed ha perso il confronto clamorosamente. Contro il Palermo lo scheletro di questo Catania si è solidificato dopo una settimana di lavoro duro così come i toni che il mister Baldini ha detto di aver alzato dopo il ko del “Francioni”. Ma contro i rosanero (ieri rosella) soprattutto la colonna vertebrale della squadra etnea ha mostrato una maturità che è promessa di personalità e solidità (non solo difensiva) indispensabili quando il gioco si farà ancora più duro nel girone di ritorno. Il gioco del Catania è cresciuto forte di un’identità che finalmente lo rende riconoscibile, ma non immutabile: il segreto è stato proprio non diventare prevedibile. L’entusiasmo per la vittoria nel derby è benzina potenziata che scorre nel motore di tutti, altra ne arriverebbe in caso di successo a Messina. 

 (Getty Images)

Da tifoso esigente... - Catania è stata sempre una piazza esigente e non sempre è stata il luogo ideale dei calciatori per maturare, ma oggi il tifoso è cambiato. Sembra ci sia in atto una mutazione genetica. Accetta le sconfitte, anche quelle in campi polverosi, senza far partire il fuoco incrociato sui calciatori e sull’allenatore e sa attendere. Non fischia più al primo controllo sbagliato dimostrando di conoscere la parola equilibrio. Sono lontani i tempi in cui Simeone e la squadra etnea venivano contestati a Torre del Grifo prima del match contro la Sampdoria. Sotto il vulcano tanti calciatori sono stati contestati  prima di diventare importanti in altre squadre. Contestazione che a volte è stata anche dura durante gli allenamenti con striscioni di scherno"Non ci somigliate per niente, fuori i coglioni", Ballerini di tango", "mercenari", "a fine anno via tutti"  sono stati quelli più che eloquenti.  Recentemente il calciatore Giuseppe Carriero (oggi all'Avellino) dopo essere andato via disse: “A Catania non si capisce perché tanti giocatori spariscono, non sono il primo ad avere sbagliato una stagione lì e non sarò l’ultimo, però se siamo in tanti un motivo ci sarà”. 

La mutazione genetica - Adesso il tifoso etneo sembra meno esigente di qualche anno fa e Monteagudo, Ercolani e Maldonado che in questa stagione di partite sotto la sufficienza ne hanno giocate tante, non hanno ricevuto manifestazioni di “malcontento”. Insomma quella pressione che fino a qualche anno fa caratterizzava la piazza del pallone catanese è sparita. Era così forte che si diceva in giro che per giocare a Catania servivano non solo le qualità tecniche, ma anche tanta personalità. Ma il tifoso rossazzurro adesso è più maturo e non mette più fretta a nessuno, men che meno ai rampolli di Baldini. Accetta anche i passi falsi della squadra con Taranto e Latina e li metabolizza velocemente. Questo non significa che non è critico se non arriva il risultato ma lo fa con un giudizio equilibrato. Forse si è abituato a soffrire rimanendo però passionale, sanguigno e ironico. Un fenomeno da analizzare visto che riguarda l’intero popolo rossazzurro e non solo le curve. Al vecchio Cibali c'è sempre la compresenza delle più differenti estrazioni sociali, unite e amalgamate in una cerimonia corale di attesa, sofferenza, gioia e quindi amore. Una vera mutazione genetica di un popolo che mai ha avuto un atteggiamento snobistico allo stadio da client ma al contrario passionale come un vero customer affezionato. La critica aspra nei confronti delle politiche societarie non è mai mancata, ma la maglia va amata a prescindere perchè è sempre capace di regalare emozioni uniche. 

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