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Cessione Catania, gli scenari possibili e tutto quello che i tifosi devono sapere

Catania-Potenza (getty images)

Gli scenari futuri dopo la nota dell'avv. Ferraù

Redazione ITASportPress

Il messaggio di ieri sera scritto e postato su Facebook dal presidente della Sigi Spa, società proprietaria del Calcio Catania, Giovanni Ferraù dice diverse cose importanti. Intanto l'avvocato catanese ammette che lo slittamento del closing del 25 febbraio, è dovuto unicamente alla Sigi sollevando da ogni responsabilità Joe Tacopina al quale viene rivolto un ringraziamento per la paziente attesa. E questo non è un passaggio banale che Ferrau' fa nel suo post su Facebook in merito alla chiusura di questa lunga operazione che dovrà portare alla cessione del club al gruppo dell'imprenditore italoamericano.

Ma quanto tempo è disposto a concedere Tacopina alla Sigi per il Closing?

Secondo quanto appreso da Itasportpress con i diretti interessati, due mesi. Esattamente 60 giorni che partono dal primo marzo fino al 30 aprile. Questo il tempo che il tycoon ha concesso alla società di imprenditori catanesi che adesso dovranno correre. Ci vorrà una grande impresa per addivenire alla rimodulazione del debito e l'accordo con il Comune di Mascalucia e l'Agenzia delle Entrate, ma la Sigi è consapevole di quali sono gli ostacoli e i rischi. Tacopina ha preso atto che se non riusciranno ad abbassare il debito (per come era l’accordo) si potrebbe convertire il tutto in un riconoscimento economico in caso di cessione. La Sigi sta andando avanti con i soldi propri, ma Tacopina è disposto ad aiutare i soci se si dovesse arrivare a un punto di non ritorno economico. Una partita aperta che apre a diversi scenari, positivi ma anche drammatici per le sorti del club.

Coperture perdite

Ci sono scadenze immediate ma anche un passaggio fondamentale per evitare di portare i libri in tribunale: il 2020 del Calcio Catania ha portato in dote un rosso da 8 milioni di euro al 30 giugno 2020 come riportato dal bilancio approvato. La Sigi ha l'obbligo, entro poco tempo, alla copertura delle perdite. Conti alla mano servono circa 4 milioni di euro (gli altri 4 sono stati sborsati) che devono essere immessi nelle casse del club per andare avanti. Tacopina, secondo quanto appreso da Itasportpress, è disponibile a dare una mano alla Sigi immettendo risorse proprie per ricapitalizzare consentendo alla società proprietaria del club etneo di pagare stipendi e fornitori e chiudere bene la stagione sportiva

Ecco cosa può accadere se salta il Closing

L'intervento di Tacopina è finalizzato alla continuità aziendale del Calcio Catania con prospettive più ambiziose. Se dovesse saltare il closing e la cordata degli imprenditori catanesi non dovesse riuscire a coprire le perdite, sarebbe impossibile evitare la paralisi. Questo nonostante la Sigi lo scorso luglio ha dato ampie garanzie sulla continuità aziendale al tribunale e loro sanno che le NOIF della FIGC in materia economica-gestionale prevedono una sanzione il cui prezzo da pagare sarebbe troppo alto per la storia dei tifosi del Catania.

Piano B di Tacopina

E' scontato immaginare che Tacopina non uscirebbe di scena in caso di fallimento del club. Infatti l'imprenditore newyorkese potrebbe prendere il Catania senza la zavorra dei debiti e a costo zero (ma con una matricola nuova e non la 11700) e dovrà cominciare dalla Serie D con la 'benedizione' del sindaco di Catania Salvo Pogliese che già gli ha consegnato l'Elefantino d'argento. L'avvocato americano ha anche tessuto le lodi del sindaco: «Una mentalità manageriale che neanche a New York ho ravvisato». Insomma amore a prima vista tra i due che fa pensare che in caso di malaugurata ipotesi di fallimento del club, Tacopina possa essere in pole per ricevere il benestare dal Primo cittadino etneo e ripartire dalla Serie D.  In questo caso ai legali di Joe spetterà il compito di preparare i documenti per la partecipazione al bando.

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