Catania, l’ex Spinesi: “Ripartire dalla Serie D non sarebbe un dramma con un progetto serio”

Catania, l’ex Spinesi: “Ripartire dalla Serie D non sarebbe un dramma con un progetto serio”

L’ex punta dice la sua sulla questione delicata del suo ex club

di Redazione ITASportPress

Il Calcio Catania vive un momento difficile, forse il più travagliato della propria storia fatta di 74 anni. Una situazione ancora in divenire quella che si prospetta per il Catania, dopo che la Procura ha richiesto il fallimento del club, che ha rischiato anche la messa in mora da parte dei tesserati per un ritardo nei pagamenti. Una cordata sta adesso dialogando con il sindaco per cercare di arrivare alla soluzione della vicenda, ma la l’esito non è affatto scontato. Il tutto con un campionato che forse può ripartire, e vedrebbe la truppa rossazzurra in lotta playoff. Di questo, con una anche una parentesi al momento generale, ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com, ne ha parlato un ex, Gionatha Spinesi, che dal 2005 al 2009 ha vestito la maglia siciliana.

Un momento nero per il calcio italiano, forse tra i più difficili di sempre. Come se ne può uscire?
“Se ne esce con regole, attenzione, credibilità e positività in ciò che c’è da fare. Prendiamo come esempio la Germania, dove il sistema calcio è già ripartito: sia chiaro, a livello economico i tedeschi hanno una potenza diversa da noi, ma qua è semplice questione di organizzazione, visto che dopo la Germania ripartiranno anche i campionati in Polonia e Serbia. In Italia, invece, siamo ancora al palo, come se avessimo avuto un numero nettamente maggiore di contagi rispetto ad altri paese che sono stati colpiti quasi quanto no. Dovremmo magari imparare a essere meno presuntuosi e prendere il buono degli altri quando c’è”.

L’assenza di un sistema calcio unitario sta pesando in tutto questo?
“Il caos in Italia è ovunque, la burocrazia blocca molte cose, e nel calcio manca un ente che comunichi, tutto è affidato al ministro Spadafora, deciderà lui il da farsi. Ma ripeto quanto detto prima: dobbiamo smettere di sentirci superiori agli altri, e imparare qualcosa quando si può”.

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A proposito di caos, non è positiva la situazione in casa Catania.
“Conosco bene l’ambiente, so della situazione e purtroppo con l’attuale proprietà è andata come è andata: difficile ora prevedere il futuro, io non credo molto alle cordate, ne ho viste troppe in tutti gli anni di calcio giocato e non hanno mai avuto esito positivo. E’ chiaro che da tifoso, da chi è legato proprio con il cuore alla piazza e alla città, spero che tutto si risolva nel migliore dei modi, da imprenditore ripartire da zero: non è ora in Serie A il Catania, ripartire dalla Serie D non sarebbe un dramma, soprattutto se si riparte con un progetto sano. Perché le società sono come case: risanare è più difficile che ricostruirle da zero”.

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