Catania, Lucarelli basta piangersi addosso: Juve Stabia e Trapani in B senza soldi e stipendi non pagati

Catania, Lucarelli basta piangersi addosso: Juve Stabia e Trapani in B senza soldi e stipendi non pagati

Lucarelli continua a lamentarsi puntando l’indice sulle difficoltà societarie ma Caserta e Italiano conquistarono la B nella stessa situazione

di Redazione ITASportPress

Le partite si possono perdere, ma bisogna sempre uscire dal campo dimostrando che si è fatto il massimo possibile. Ma ieri il Catania non ha dimostrato di avere un’anima contro il Monopoli. Squadra mentalmente molle soprattutto nel primo tempo di costante sofferenza. E poi troppe disattenzioni, troppi regali agli avversari.

EMERGENZA – Lucarelli aveva una squadra rimaneggiata, ma la partita del Monopoli è stata una costante dimostrazione di potenza laddove il Catania ha costantemente palesato l’incapacità di opporsi sia come manovra, inesistente, sia come semplice agonismo. Gli uomini di Scienza hanno messo a ferro e fuoco l’area avversaria come orde di barbari, muovendosi a loro piacimento nella metà campo rossazzurra. Non è tanto la velocità, che pure ha impressionato, quanto la facilità dei biancoverdi di mettere in crisi la difesa etnea crollata già al 17’ . Abissale il divario tra le due squadre. Certo senza l’emergenza in attacco, a Lucarelli non sarebbe mai venuto di mettere lì davanti Barisic e Di Molfetta, però la sconfitta così netta in casa è una vera umiliazione. Forse è stata la peggiore sconfitta in casa della storia recente del club dell’Elefante.

LUCARELLI RASSEGNATO – Più che una partita, per Lucarelli e i suoi ragazzi è stato un incubo, stampato su quello sguardo perso nel vuoto di Mazzarani mentre esce dal campo dopo la vittoria del Monopoli. In questa giornata tutta da dimenticare, le parole di Lucarelli a fine partita non sono piaciute. Nessuna analisi tecnica del k.o., ma solo rabbia e delusione sviscerata davanti a microfoni e taccuini per la situazione societaria. Il tecnico anziché chiedere scusa per la pessima esibizione della squadra ha scaricato responsabilità e parlato di progetto cambiato dopo il suo ritorno, di debiti, di matricola, di retrocessione e di dimissioni. Lucarelli è sembrato provato, scosso, inutile dirlo , anche lui deluso e per la prima volta anche rassegnato. Dopo una sconfitta così c’è poco da aggiungere visto che non ha funzionato nulla. Calciatori e allenatore sono indifendibili su tutto. La squadra in campo non reagisce, si arrende dinanzi ai primi attacchi avversari e dimostra di non avere un’anima. Dovrebbero andare in piazza Duomo e chiedere scusa a tutti i tifosi. Sbagliato il messaggio di Lucarelli che continua a dare alibi alla squadra perché la società sta vivendo un momento difficile ed è in attesa di investitori seri e ricchi.

TRAPANI – Il Trapani lo scorso anno andò in Serie B con una situazione ancora più drammatica dal punto di vista economico di quella del Catania. La stagione dei siciliani era partita con difficoltà societarie enormi già in estate e con l’iscrizione al campionato di Lega Pro formalizzata negli ultimi giorni utili. L’arrivo di mister Vincenzo Italiano solo ai primi di agosto, l’allestimento della rosa con ago, filo e toppe qua e là prese dalla Beretti o prestate da amici (tra cui Faggiano, ds del Parma che a Trapani, sempre da direttore sportivo, ha sfiorato la A). Ma tra ragazzi pescati dalle giovanili, prestiti azzeccati e qualche senatore, il lavoro da sarto di Rubino, ds poi sollevato dall’incarico, si rivelò ben più strutturato rispetto a un semplice mettere toppe e tappare buchi. Il resto lo ha fatto il mister Vincenzo Italiano creando un gruppo solidissimo innanzitutto e poi dandogli un gioco, cosa che in Lega Pro non si vede tutti i giorni. Trapani secondo in classifica a fine campionato con calciatori e tecnico fautori di un’annata straordinaria. I ragazzi di Italiano solo dieci giorni prima di battere il Piacenza nella finale playoff avevano messo in mora la società per gli stipendi non pagati ma i problemi sono rimasti fuori dal rettangolo di gioco. Nella doppia finale i calciatori granata sono scesi in campo con entusiasmo e con la solita verve quella che manca a questo Catania.

JUVE STABIA  – Addirittura meglio fece la Juve Stabia che vinse il torneo lo scorso anno, ma che iniziò il campionato con debiti che i media di Castellammare di Stabia stimarono sui 4 milioni di euro e con il patron Manniello vicino a gettare la spugna. Lo stesso massimo dirigente lanciava continui ultimatum agli imprenditori locali chiedendo un sostegno economico per tenere in vita la società. La proprietà stabiese però programmò le attività necessarie per continuare con serenità raggiungendo poi il prestigioso traguardo di andare in B. Una promozione arrivata in simbiosi con l’ottimo lavoro che tutte le componenti svolsero dove spiccò il valore del tecnico Fabio Caserta.

BASTA PIANGERSI ADDOSSO – Vedendo queste due belle imprese con due squadre capaci di ribaltare i pronostici e per nulla avvezzi a farsi intimorire dalle difficoltà societarie viene da dire a Lucarelli e alla squadra: basta è inutile piangersi addosso. Il Catania deve provare subito a risalire dopo aver toccato il fondo. Non bisogna aggiungere altro. Perdere così come ieri col Monopoli non è giustificabile. Tecnico e giocatori devono confrontarsi e vedersi, guardarsi negli occhi, urgono riflessioni. Lucarelli la smetta di parlare di difficoltà societarie e di scaricare responsabilità. Ha detto di non volersi dimettere perché non è suo modo di fare lasciare una squadra nel momento di difficoltà: bravo vada avanti. La società, quella che resta, si compatti intorno a gruppo e tecnico e soprattutto riapra un dialogo con i tifosi. Senza il popolo rossazzzurro non c’è futuro. Il Trapani e la Juve Stabia in B andarono perché avevano la spinta dei tifosi pur vivendo una situazione identica, se non peggiore, di quella del Calcio Catania.

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