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Catania, Maldonado a ISP: “Con Baldini ritrovato idee di mister Italiano. Quel video che mi ha fatto dire sì…”

Il calciatore dell'Ecuador rivela a Itasportpress il suo sogno

Redazione ITASportPress

"Il viaggio al centro del Catania ha una fermata obbligata, contiene una promessa incoraggiante e dal grande interesse. Ci fa affidamento, e come, Francesco Baldini per generare ottimismo e coltivare la prospettiva di una svolta. Perché un Luis Maldonado, perfettamente recuperato e integrato nel centrocampo etneo, sta facendo alzare i giri del motore tornati a mille con le sue qualità. Il 24enne ecuodoriano ha seguito gli insegnamenti preziosi di Vincenzo Italiano, tecnico dello Spezia, come spiega Maldonado a Itasportpress.it nel corso di una lunga intervista.

 Spezia Italiano, getty image

"“Ho avuto mister Italiano ad Arzignano. Una stagione fantastica con record di gol e di punti. Poi abbiamo vinto i playoff di Serie D battendo il Mantova in semifinale e il Campodarsego in finale. Con lui ho un legame speciale anche fuori dal campo. E’ stato lui a credere in me ed è stato fondamentale per la mia carriera. Lo ritengo un allenatore preparatissimo, che lavora tantissimo per raggiungere gli obiettivi e il suo Spezia gioca in Serie A un grande calcio. Sogno in futuro di tornare alle sue dipendenze”.

"Lei è cresciuto nel Chievo Verona, che esperienza è stata?

""Giocavo con il Pinzolo in Promozione, andai a Verona per fare un provino. Il mister gialloblù di allora era Lorenzo D’Anna che dopo avermi visto in campo mi chiese di rimanere al Chievo. Mi hanno accolto benissimo e il settore giovanile clivense è fantastico. Ti insegnano a diventare uomo e calciatore. Organizzazione perfetta, e ricordo che ai primi allenamenti chiedevo le foto a tutti i calciatori più forti, come l'ex Catania Maxi Lopez. Mi allevano a volte con la prima squadra e lui mi incoraggiava. In Sudamerica è un idolo, quando ho mandato la foto ai miei cugini stentavano a crederci, pensavano fosse uno scherzo. Era un sogno, io in foto con un calciatore che aveva giocato con il Barcellona e vinto la Champions League. Un ragazzo umile così come Mariano Izco mio compagno di squadra».

"Quali sono i suoi difetti e dove invece ritiene di poter migliorare?

"“Sicuramente devo migliorare la condizione fisica ma con mister Baldini va meglio sotto questo aspetto. Lui somiglia a Vincenzo Italiano per idee, come gestisce il gruppo e quello che chiede durante l’allenamento. Mi diverto molto e anche durante la partita è davvero bravo il mister” 

"Chi è il suo modello?

"“David Pizarro ex Roma era un mio modello. Il mio idolo però è stato Andrea Pirlo anche se a Catania il dt Vincenzo Guerini mi ha detto che somiglio davvero per caratteristiche e per il fisico al cileno Pizarro che lui ha allenato a Firenze”  

"Sperava di adattarsi tanto rapidamente con Baldini?

"“Ho sempre giocato anche con Raffaele poi a gennaio mi sono infortunato e successivamente sono rimasto in panchina. Non era un problema di modulo o di impegno visto che io in allenamento ho dato sempre tutto. Mai fatto problemi perché io per i compagni mi batto e do la vita. Certo con Baldini adesso ho più spazio e con il 4-3-3 mi trovo benissimo. Abbiamo una identità e Baldini ripeto è come Italiano per diversi aspetti. La nostra squadra è forte e abbiamo calciatori importanti come Piccolo e Russotto e un centrocampo solido con Dall’Oglio, Izco, Welbeck. Dietro siamo messi bene così come in attacco”.    

"Se è sotto pressione preferisce l’impostazione del gioco con la palla o il lancio lungo?

"“Mi piace giocare sempre palla a terra ma con un’idea di calcio ben precisa come stiamo facendo adesso con Baldini. Non amo il lancio lungo quindi la gioco anche se sono sotto pressione”

"Studia il suo avversario in campo la domenica?

"“Guardiamo i video degli avversari il venerdì e studio i trequartisti che mi pedinano la domenica. Ho studiato molto Falletti della Ternana e anche Antenucci del Bari che spesso gioca dietro la punta”. 

"Maldonado ma com’è che è diventato centrocampista? Non le sarebbe piaciuto da bambino essere un attaccante o un ciclista come il famoso suo connazionale Richard Carapaz?

"“Bella domanda (ride…). A casa mia sono malati di calcio e tra l’altro mio padre è un ex terzino, con un passato in Serie B in Ecuador quindi il ciclismo non l’ho mai praticato anche se Carapaz è un idolo in Ecuador avendo vinto il Giro d’Italia. Sono nato trequartista poi mi hanno spostato centrocampista centrale ed è un ruolo che mi dà tanta responsabilità e piace di più”

"Quale lingua usa per parlare con i compagni e l’allenatore?

"“Mi esprimo bene in italiano ma nello spogliatoio si parla molto lo spagnolo con Izco naturalmente che è argentino, ma anche con Giovanni Pinto e Denis Tonucci che conoscono la mia lingua. Ma siamo un gruppo unito e mai abbiamo litigato o alzato la voce. Certo, come mi dicono, manca la chitarra di Lucas Castro e Mariano Izco da solo si vergogna a cantare, così la musica è scomparsa dallo spogliatoio”

 foto Calcio Catania

"Che impressione ha avuto di Catania lei che ha giocato sempre al Nord?

"“All’inizio avevo un po’ di timore perché mai avevo giocato in una piazza così grande e storica del Sud Italia. Mi hanno accolto tutti bene, società, compagni e tifosi e sono davvero felice di questa scelta. Torre del Grifo è spettacolare e qui c’è aria di calcio vero. Ringrazio la società e il direttore Maurizio Pellegrino per avermi portato in questa splendida città”. 

"Ha mai sognato di giocare al Massimino con il pubblico?

"“La prima cosa che ho fatto quando la scorsa estate il mio procuratore mi ha chiamato per dirmi del Catania, è stato di aprire il computer e cercare su Google "Catania stadio tifosi". Ho visto un video bellissimo di una partita di Serie A e mi sono emozionato. Ho risposto al mio agente di firmare subito. Purtroppo il Covid ha cancellato il mio sogno ma sono sicuro che presto i nostri tifosi calorosi ritorneranno al Massimino. Non vedo l’ora!”. 

"E per il Catania che strada vede in questo rush finale? Lo B è un sogno?

"“Pensiamo partita dopo partita e ci prepariamo a giocare i playoff al meglio dal punto di vista fisico e mentale. Il sogno è di vincere tutte le partite e realizzare qualcosa di incredibile”

"Ma a livello individuale che ambizioni ha?

"“Migliorarmi sempre di più, fare qualche gol e fornire assist ai miei compagni”. 

"Nel suo percorso di maturazione ha avuto un ruolo fondamentale una donna?

"“Sicuramente la mia fidanzata Denise che mi sostiene sempre. Lei è ecuadoriana come me ed è una ragazza fantastica. I miei genitori sono anche importanti e quando dopo una sconfitta sono giù di morale, mi supportano e mi sopportano. Io amo il mio lavoro e soffro quando perdo e senza di loro starei ancora più male. Mio padre tra l’altro è anche un ex calciatore ed ha giocato fino in Serie B in Ecuador, quindi mi capisce e sa come ricaricare le batterie”.

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