Catania, c’è una luce in fondo al tunnel. Gli scenari per salvare la matricola 11700

Catania, c’è una luce in fondo al tunnel. Gli scenari per salvare la matricola 11700

Maggio sarà un mese cruciale per il futuro del Calcio Catania

di Redazione ITASportPress

La storia del Calcio Catania, dopo 74 anni, potrebbe essere giunta al capolinea. L’istanza di fallimento avanzata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania, avvicina il club etneo verso la fine della sua storia fatta di promozioni entusiasmanti dalla C alla B e momenti magici in Serie A come quello dal 2006 al 2014.

Era inevitabile l’intervento a piedi uniti della Procura visto i tanti debiti accumulati dal club di Antonino Pulvirenti che dovrà spiegare più che ai giudici alla gente come un sodalizio ricchissimo (negli anni in cui inanellava record di punti e plusvalenze in Serie A) abbia potuto dilapidare un patrimonio enorme. Il debito accumulato è cresciuto di anno in anno passando dai 4,5 milioni del 2014 a un rosso di 15 milioni di euro. Debiti attuali intorno ai 50 milioni, comprese le rate del muto di Torre del Grifo Village come ha riportato oggi la Gazzetta dello Sport. Il Catania avrà tempo fino al 22 maggio per produrre una memoria difensiva e smontare ogni accusa in una udienza che si preannuncia caldissima anche per la città. Nel frattempo tra otto giorni è prevista un’udienza in cui la stessa Procura chiederà urgentemente la nomina di un Cda formato da amministratori individuati dallo stesso Tribunale etneo al posto di chi in questo momento è in carica.

SCENARI – E’ bene chiarirlo il Catania ancora non è fallito anche se nel provvedimento giudiziario si denota uno stato di insolvenza pesante e serviranno tanti soldi per riportare la barca in acque tranquille. Nella migliore delle ipotesi qualora venga concesso a Pulvirenti di continuare a gestire il club e portare avanti la baracca, sperando anche in una riforma fiscale del Governo Conte che salverebbe il Calcio Catania, l’impresa pare ardua. Certo un abbuono post crisi Covid-19 a tutte le imprese che consentirebbe l’abbattimento dei debiti fiscali di più del 50%, sarebbe una boccata d’ossigeno per Finaria. Nella peggiore delle ipotesi, ovvero se risultasse acclarata la sussistenza dello stato di insolvenza tenuto conto delle ingentissime esposizioni debitorie gravanti sulla società etnea, sarà inevitabile il fallimento del Calcio Catania.

TORRE DEL GRIFO – Questa istanza di fallimento potrebbe portare anche al distacco dal Calcio Catania dal concordato preventivo Finaria con Torre del Grifo che resterebbe così a garanzia della holding di Pulvirenti. Un asset importante di Finaria maggiore azionista del Calcio Catania.

COMUNE CATANIA – In caso di fallimento del Catania, la palla passerà al sindaco Salvo Pogliese in quanto primo cittadino del Comune etneo e il titolo sportivo finirà nelle mani dell’ente pubblico. Le norme di organizzazione interna della Federcalcio prevedono, infatti, che il titolo sportivo passi nelle mani della città, dunque del primo cittadino. Pogliese potrà successivamente pubblicare un’indagine conoscitiva rivolta a società e associazioni sportive cittadine interessate a rilevare il titolo sportivo e a iscrivere una squadra della città al campionato di serie D della Lega nazionale dilettanti, anche in sovrannumero. Significa che i colori rosso e azzurro della città di Catania potrebbero ancora essere in campo, ma nelle mani di un’altra società o associazione sportiva cittadina.

Pogliese sindaco Catania

COMITATO – Giunto sull’orlo del baratro, il Catania per ritrovare serenità e un progetto nuovo, deve necessariamente trovare una nuova proprietà. Dopo il bluff americano, interessato seriamente allo storico club dell’Elefante c’è solo la cordata di 15 imprenditori, rappresentata dall’ex tecnico Maurizio Pellegrino e da Fabio Pagliara, che affretta i tempi e già a metà della prossima settimana costituirà una Spa per tentare di rilevare il Catania e non far scomparire la matricola 11700. Non c’è concorrenza al momento per il gruppo dei 15 ma resta poco tempo. Gli stessi imprenditori però potrebbero anche decidere di aspettare il fallimento del Calcio Catania e poi ripartire dalla Serie D ma con altra matricola.

Catania
(Getty Images)

EVENTI – Comunque sia gli eventi si stanno evolvendo in maniera tale che adesso si vedrà veramente chi è interessato allo storico club di via Magenta. Si aprono mille scenari insomma. Chi vuole dimostrare di essere più bravo e solido e soprattutto con le idee più chiare per costruire un ciclo nuovo, ha tanti motivi per farsi avanti concretamente. Gli scenari non sono neri visto che Catania è una piazza importante con tanti tifosi innamorati e passionali come pochi in Italia.

MARCHIO – Altra ipotesi in caso di catastrofe giudiziaria, ma molto più fantasiosa, è anche la vendita del marchio all’asta che potrebbe vedere in prima linea i tifosi i quali potrebbero partecipare all’acquisizione del marchio “Calcio Catania”. I tifosi, ma anche i cittadini che vorrebbero manifestare attaccamento a questo storico club, si potrebbero fare promotori di una raccolta fondi e aggiudicarsi la gara e poi versare la somma al Tribunale. Chiaro che servirebbero tanti soldi.

ROSA – La rosa del Catania, secondo il sito specializzato Trasfermarkt.it, ha un valore di 4 milioni e 550 mila euro. I pezzi pregiati sono il portiere Jacopo Furlan (valutato 300 mila euro) i difensori Tommaso Silvestri (300 mila euro) e Emmanuel Mbende (225 mila euro), il centrocampista Andrea Mazzarani (250 mila euro) e l’attaccante Davis Curiale (250 mila euro). Ma la plusvalenza potrebbe essere costituita dal giovane Kevin Biondi al momento con una valutazione di 150 mila euro. Il centrocampista è molto richiesto sul mercato e il suo cartellino potrebbe lievitare.

Tifosi Catania Getty Images
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