Catania, morto l’ex calciatore Calvanese autore del gol all’Inter del “Clamoroso al Cibali”

Catania, morto l’ex calciatore Calvanese autore del gol all’Inter del “Clamoroso al Cibali”

Clamoroso al Cibali è una celebre locuzione attribuita al radiocronista Sandro Ciotti, coniata domenica 4 giugno 1961 durante la cronaca di Catania-Inter giocata allo stadio Cibali, valevole per l’ultima giornata del campionato di Serie A 1960-1961, a Tutto il calcio minuto per minuto

di Redazione ITASportPress

Dopo una breve malattia, si è spento oggi a Buenos Aires alle 14,30, l’ex attaccante del Catania, Salvatore “Todo” Calvanese. Aveva 85 anni ma ancora era abbastanza arzillo tanto da allenare una squadra della sua città. Nato in Argentina, era arrivato in Italia nel 59′ per vestire la maglia del Genoa, ma poi dopo una stagione in Liguria il trasferimento a Catania dove collezionò 57 presenze e 13 gol in Serie A. Un grande attaccante autore di una delle reti del “Clamoroso al Cibali”: era il 4 giugno del ’61 e l’Inter del tecnico Helenio Herrera fu battuta per 2-0 e Calvarese realizzò la seconda rete che tolse lo scudetto ai nerazzurri.  La Juventus nel ’62 lo volle per farlo giocare nella Mitropa Cup ma non collezionò nessuna partita in bianconero e tornò alle pendici dell’Etna (3 presenze e tre gol). Poi il passaggio all’Atalanta per un mega affare da 100 milioni di lire e ancora nel ’64 tre stagioni a Catania dove nel massimo campionato di calcio realizzò 9 reti in 63 presenze. Calvanese è il quarto miglior marcatore del Catania in Serie A con 24 reti, al pari di Gionatha Spinesi. Fu definito un «artista della pelota». A Catania, dopo aver smesso di giocare nella squadra rossoazzurra, aveva continuato a vivere facendo anche l’allenatore della Primavera nel 1968-1969 con Renato Zaccarelli e Guido Biondi in squadra; fu anche vice-allenatore in Serie A. Nel 1971-1972 fu scelto come tecnico per la prima squadra; tuttavia, Calvanese possedeva solo il patentino di allenatore di seconda categoria, non sufficiente per la Serie B, e dovette seguire le prime partite del campionato dal sottopassaggio per gli spogliatoi e non dalla panchina. Questa situazione creò una forte tensione con il presidente Angelo Massimino, che il 15 ottobre 1971, alle due di notte, ingaggiò con una decisione singolare Carmelo Di Bella al suo posto. Calvanese concluse così con sole quattro partite dirette in panchina (in Coppa Italia, una vittoria, un pareggio e due sconfitte) e tre partite di campionato in cui al suo posto andò con la squadra Luigi Valsecchi, ufficialmente primo allenatore (una vittoria, un pareggio e una sconfitta).

Il gol di Calvanese all’Inter

 

 

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