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L'opinione

Catania, se mi lasci non vale…

( Getty Images)

La rubrica sul Calcio Catania curata da Luca Allegra

Redazione ITASportPress

IL CAFFE' SCORRETTO DI LUCA ALLEGRA

Continua a divertirmi recarmi allo stadio.

Il caffè pre partita con gli amici, il frastuono del popolo degli sportivi, il sole in faccia della tribuna B, i commenti spesso caustici dei tifosi del Catania, costituiscono un rituale piacevole e confortante.

Persino la coda agli ingressi degli spalti può essere motivo di divertimento.

Meno lo sono le attese gratuite dinanzi ai sempre meno varchi aperti, con i sempre meno stewards al lavoro della sempre meno efficiente organizzazione della partita di Sigi. 

Alle falde dell’Etna siamo rimasti in pochi a pensarla così se è vero, come è vero, che per l’ultima gara interna al botteghino sono stati staccati appena 1783 tagliandi che, al netto dello scarso migliaio di coraggiosi abbonati, per il Catania significa trovarsi a giocare dinanzi ad una landa desolata.

La città ha lasciato da sola il Catania della Sigi.

E le ragioni di tale disincanto e della totale desertificazione dello stadio etneo sono interamente imputabili alla micragnosità di un progetto raccogliticcio ed ad un campionato in cui non ci si riesce a schiodare dal decimo posto in graduatoria pure al netto della vittoria, piccolina in verità, conquistata contro il rimaneggiato Potenza.

Numeri così infinitesimali, tralasciando la retorica a buon mercato di certa stampa o le foto a campo stretto dei siti embedded, evidenziano una presa di coscienza degli sportivi che hanno voltato le spalle alla società, - comprensibilmente peraltro-  senza tralasciare una critica, neanche velata, alla squadra.

E pensare che i biglietti, persino in tribuna coperta, costavano meno di una pizza d’asporto .

Un altro primato di questa seconda, speriamo ultima, annata di tale compagine societaria, è il disinteresse suscitato persino negli operatori dell’informazione.

La vigilia della gara che ha visto mister Baldini pomposamente tuonare in sala stampa era popolata da ben due (sic!) giornalisti ed, absit iniuria verbis, di testate di piccolo cabotaggio.

Oddio la vigilia di Catania- Potenza non è la conferenza di insediamento di Biden però il suddetto clima rende l’idea di certo distacco.

Baldini non si perita di discettare con una certa sicumera pure dinanzi ad uditori così numericamente insignificanti.

Il mister toscano è un bravo ragazzo, anche con qualche buona idea tattica e con una bella dose di pazienza, che lavorare per suddetti datori di lavoro non deve essere un’esperienza indimenticabile, però che ci racconti che si sta puntando sui giovani del settore giovanile ci appare onestamente una panzana.

Anche perché, al di là degli ultimi toni tonitruanti registrati, non ci è chiaro chi sarebbero quelli impiegati continuativamente in prima squadra.

Giusto per non parlare a vanvera, ma con il supporto dei numeri, rileviamo che l’età media dei calciatori impiegati dal Catania è 26,8 anni- non proprio da Primavera- e che solo cinque squadre del girone C della Terza serie hanno un’età più avanzata.

E visto che il buon Francesco da Massa ci tiene a rivendicare la linea verde puntando il dito su chi faceva notare come la stessa non fosse sufficientemente praticata, bisognerebbe prima o poi mettersi d’accordo su cosa significhi far giocare giovani leve anche in un’ottica di contenimento di costi.

Io non credo che sia così significativo per un team far raggranellare pochi minuti in coppa Italia di C - la più inutile delle competizioni dell’orbe terracqueo - e/o inserire un 2002 per fare rifiatare il titolare ultratrentenne negli ultimi frammenti di gara.

Questo è puro maquillage.

Interrogarsi invece sulle ragioni per cui squadre come il Monopoli o l’Avellino sopravanzino il Catania in graduatoria con una militanza di calciatori più giovane, sarebbe cosa buona e giusta.

Preferirei non accennare al Taranto team che non sta solo di molto davanti al Catania per l’impiego di virgulti in erba, ma lo ha persino affondato sul suo campo.

E quella resta una debacle molto grave.

Come grave è la penuria di under di proprietà impiegati in maniera sistematica: sono in numero insignificante, se non nullo.

Noi, umilmente, ci permettiamo di dare al tecnico toscano un consiglio se, come speriamo, non ha ritenuto di avere risolto ogni problema del suo roster superando una compagine mediocre come quella lucana coadiuvato peraltro da un rigore configurabile quale una strenna prima del tempo e beneficiato da un’imprecisione avversaria nel recupero che avrebbe reso ancora una volta i minuti di recupero infausti come la peste nera.

Non mortifichi Sipos allontanandolo dall’area di rigore ed obbligandolo ad un lavoro di raccordo che il croato probabilmente non vuole e certamente non sa fare

Su Leon il Catania ha il diritto riscatto e valorizzarlo potrebbe giovargli anche economicamente.

Quello stesso diritto che il dg Pellegrino, ha ritenuto di non acquisire su Moro, Che l’anno prossimo andrà in B o in A senza che il Catania riceva un centesimo. Un peccato frutto di scarsa visione 

Saluti critici ma intellettualmente onesti

 Catania (Getty Images)
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