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Il caso

Catania, seconda asta ancora deserta

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Adesso c'è incubo di cessazione dell'attività

Redazione ITASportPress

Ancora una volta nessuno si è presentato per rilevare il titolo sportivo del Catania. Alle 12 scadeva il bando pubblico per acquistare il ramo d'azienda calcistico dopo il fallimento dichiarato il 22 dicembre scorso dal Tribunale etneo, ma come nella prima dello scorso 11 febbraio, nessuno ha inoltrato pec con offerte – base d'asta di cinquantamila euro – nonostante il prezzo fosse stato dimezzato. Mezzo milione di euro, più altri tre dilazionati fino a fine stagione per coprire esclusivamente i debiti sportivi. Prima del fallimento chi avesse voluto comprare la società e anche il centro sportivo di Torre del Grifo, avrebbe dovuto coprire un buco di oltre 54 milioni. Si pensava fosse l'imprenditore romano Benedetto Mancini a presentare l'offerta, ma poi anche l'ex presidente del Latina ha fatto marcia indietro nonostante avesse iscritto alla Camera di Commercio una società con tanto di logo e organigramma, immettendo un capitale sociale di 10 mila euro e non i 500 mila euro pretesi dal regolamento del bando. Mancini non ha pagato neppure la cauzione. 

ANCORA ZERO OFFERTE - All'interno del Palazzo di Giustizia, nell'ufficio, zero offerte. Si riporta il testo del comunicato stampa firmato dal Presidente del Tribunale di Catania, dottor Francesco Mannino: “Trattandosi di vicenda di particolare interesse sociale, si comunica che in data odierna l’udienza di vendita in forma telematica del ramo caratteristico calcistico della società fallita Calcio Catania s.p.a. è andata deserta per mancanza di domande di partecipazione, peraltro, non risultando accreditata, sul conto della procedura, alcuna somma a titolo di cauzione”.

 

LE RAGIONI - Di fronte a un oggettivo affare dunque, non ci sono stati investimenti attrattivi per il Catania. Questo significa che ci sono diversi problemi: in primis quello politico, poi quello ambientale. Queste componenti, come ha detto Joe Tacopina, rendono il Catania non più attrattivo. La città sarà solare, turistica, con un hub aeroportuale internazionale, ma ripetiamo che se non si è presentato nessuno neppure alla seconda asta fallimentare, vuol dire che lo sport a Catania ha dei problemi legati a condizioni sociali e politici. Non c’è un sindaco, ragion per cui l’investitore non ha neanche una indicazione politica. E’ risaputo che chi spende soldi vuole anche una rilevanza sociale sul territorio.  

LA SQUADRA - La squadra rossazzurra, intanto, si stava allenando a Torre del Grifo, visto che prepara il match di domani contro il Monterosi Tuscia, in casa. Adesso tesserati e tifosi aspettano le ulteriori decisioni del Tribunale visto che il 7 marzo scadrà l’esercizio provvisorio e con esso potrebbe cessare anche l'attività sportiva per prima squadra e formazioni giovanili.

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