Catania, squadra ha già un’anima e c’è chi ha già superato i traumi del passato

Catania, squadra ha già un’anima e c’è chi ha già superato i traumi del passato

La partenza dei rossazzurri è stata positiva e Rigoli in panchina ha l’imbarazzo della scelta.

di Redazione ITASportPress

Novanta minuti non bastano per poter dare un giudizio preciso sul Catania, dopo la buona prova con la Juve Stabia sabato scorso al debutto in campionato. La squadra di Rigoli ha mostrato però qualità importanti che fanno ben sperare per il futuro e che bisogna rimarcare in sede di analisi post match.

SPIRITO DI SQUADRA – La prima cosa che va sottolineato, è il ritrovato spirito di squadra. L’abbraccio di tutti i compagni al 33enne Di Cecco, subentrato a gara in corsa e autore del terzo gol, è emblematico su come questo organico sia granitico. Questa squadra ha valori elevati di compattezza e unione. Un bel segnale per puntare al massimo obiettivo stagionale. La vittoria di ieri in rimonta, è utile per consolidare l’autostima che serve tanto specie quando si è ad inizio campionato. La squadra inoltre ha dimostrato grande personalità visto che non era facile ribaltare il risultato davanti a settemila spettatori che giustamente chiedevano la vittoria per annullare prima possibile la penalizzazione in classifica. I tifosi hanno apprezzato questa prova di carattere, di gruppo e di coesione dei ragazzi e sicuramente si affezioneranno sempre di più a questa squadra.

RIGOLI AL MIELE – Il tecnico con l’organico che si ritrova, ha diverse soluzioni tattiche. Contro la Juve Stabia si è visto un 4-3-1-2 che si è anche trasformato in 4-3-2-1 dove gli equilibri non sono mai venuti meno. L’ago della bilancia in avanti è stato Calil che ha fatto il trequartista trovando anche diversi spazi di inserimento come nell’occasione del primo gol. In questo Catania si sta creando una vera identità che il tecnico sta riuscendo a dare alla squadra. 

DIFESA – Qualche errore del pacchetto arretrato nel primo tempo ci può stare, ma la difesa ha notevoli margini di crescita e comunque farà leva sulla coppia Bastrini-Bergamelli con Drausio che avrà più tempo per potersi ambientare. Sulle corsie esterne Nava e Djordjevic hanno faticato nel primo tempo ma nella ripresa hanno fatto bene le due fasi cancellando la timidezza dei primi 45’.

CENTROCAMPO – Che Scoppa e Da Silva abbiano numeri da categoria superiore si è visto subito. Purtroppo al momento non hanno i 90’ nelle gambe e faticano più del dovuto, ma è solo questione di tempo. Il regista etneo ha lavorato bene in interdizione ma ha reso di più in fase di costruzione. Da Silva si è scambiato la posizione con Biagianti diverse volte, dimostrando di essersi ambientato bene. 

ATTACCO – Calil e Russotto hanno agito da trequartisti durante i 90’ contro la Juve Stabia supportando Paolucci che sotto porta è un cecchino infallibile. Michelino però non ha ancora i 90’ nelle gambe ma la mette sempre in rete. Questo conta parecchio in un campionato difficile come quello di Lega Pro. La condizione migliorerà come anche il cinismo in area di rigore di altri interpreti offensivi rossazzurri. Calil sembra aver subito superato i traumi della scorsa stagione quando in alcune partite del girone di ritorno scendeva in campo con le gambe tremolanti travolto dalla situazione drammatica che viveva il club e con la contestazione dei tifosi.

PANCHINA LUNGA – Rigoli con l’imbarazzo della scelta visto che ha un organico importante e due calciatori per ogni ruolo. L’ex Akragas potrà così cambiare spesso modulo o mutare l’assetto partita in corso. Piscitella e Di Grazia, bravi sulla corsa, saranno validissime alternative così come Fornito e Di Cecco. Insomma un Catania con la panchina lunga e con calciatori quasi tutti allo stesso livello tecnico, che fa ben sperare per la promozione in Serie B.

B.C.

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