Catania, troppi gol presi e Raffaele fa scattare l’allarme

Ma mercoledì contro la Vibonese Raffaele potrebbe ritrovare Tonucci

di Redazione ITASportPress

Se l’attacco non segna e la difesa subisce gol con regolarità le cose non vanno bene per qualsiasi squadra. Il reparto arretrato del Catania è lo specchio dei problemi che finora hanno impedito ai rossazzurri di raccogliere quanto di buono hanno prodotto e, probabilmente, avrebbero meritato. Numeri alla mano, ecco il guaio più grosso da risolvere. E in breve tempo.

DIFESA COLABRODO – Mare forza 15 a Torre del Grifo. La ripresa degli allenamenti in casa Catania, in vista della sfida di mercoledì al Cibali contro la Vibonese, è agitata dalle troppe reti subite dai ragazzi di Peppe Raffaele nelle ultime quattro partite. Dieci i palloni raccolti da Martinez in appena otto gare di campionato. Quasi un terzo, va detto, presi nella sconfitta 4-1 contro il Bari. I rossazzurri, a parte la seconda, terza e quarta giornata di C contro Monopoli, Juve Stabia e Virtus, hanno sempre subito almeno una rete. Una situazione che il tecnico etneo deve migliorare il prima possibile per avere maggiore continuità di risultati. Ci sono una serie di errori che si ripetono in tutte le partite: pochi raddoppi di marcatura, difensori che scappano troppo indietro senza dare pressione all’avversario e l’assenza in generale, di equilibrio tra i reparti. 

IN SALITA – Il primo a salire sul banco degli imputati è Claiton. L’acquisto estivo, fin qui non ha entusiasmato. Il difensore è parso lento e un po’ fuori fase nei movimenti dei rossazzurri. Il suo impatto in Sicilia non è stato agevolato da una condizione fisica non ottimale. Non ha fatto una preparazione completa e da quando è arrivato a Catania il suo inserimento è stato condizionato. Forse il vero Claiton si vedrà non appena avrà un po’ di continuità di allenamenti. Per lui garantisce il dt. Pellegrino, e a Catania si fidano. Errori di attenzione invece quelli del compagno di reparto Calapai apparso un po’ «morbido» in marcatura. Discorso simile per Silvestri che abbina esperienza e personalità. Bravo sui calci d’angolo ma l’ex Trapani fatica molto in questo campionato a salire di quota e diventare il leader del reparto difensivo.

LO SPECCHIO – L’analisi dei singoli, però, con Raffaele conta poco perché come ripete sempre il tecnico, «Non mi piace parlare di difesa come reparto. Si difende di squadra e se qualcosa non va significa che mancano i giusti equilibri di tutti e non dei singoli». Raffaele sta lavorando per mantenere con costanza la linea a 4 però ancora i suoi difensori faticano a seguire le indicazioni tattiche ma è difficile prevedere stravolgimenti e contro la Vibonese non cambierà, forse, la sua formazione iniziale.  Se dietro si balla, davanti non si punge: basterebbe poco, pochissimo per raccogliere quanto seminato. Anche a Teramo è mancato sempre un po’ di fosforo nell’ultimo passaggio, un po’ di cattiveria nella freccia finale. Forse questo Catania si compiace troppo. Ma stare troppo davanti allo specchio non porta punti. 

 

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