Catania vince e convince: l’ex Tonucci affonda la Juve Stabia

Grande grinta e intensità dei rossazzurri nei 90′ contro la Juve Stabia

di Redazione ITASportPress

Il Catania vince ancora e dopo il Monopoli piega anche la Juve Stabia allo stadio di Lentini. Bella prova ancora una volta dei rossazzurri che hanno colpito con il loro pezzo forte ovvero il gol sugli sviluppi di un calcio di punizione. Bravo nel primo tempo il difensore Tonucci a deviare in rete l’assist di Silvestri. Lo stesso difensore è andato vicino al raddoppio negato ingiustamente dall’arbitro visto che la palla calciata dal numero 18 ha superato la linea bianca (vedi foto). Catania con anima e personalità che ha retto bene fino alla fine. Tra l’altro difesa che ha eretto un muro in queste prime tre partite di campionato visto che i rossazzurri hanno incassato solo una rete su rigore. Adesso il Catania non giocherà la prossima partita che da calendario era programmata contro il Trapani escluso dal campionato e avrà l’occasione di allenarsi bene e migliorare la condizione fisica in vista della sfida con la Virtus Francavilla del 18 ottobre.

CRONACA – In avvio di gara il tecnico del Catania Raffaele ha riproposto il 3-4-3 tanto a lui caro a Potenza, la Juve Stabia di Padalino ha iniziato con il 4-3-3. Tre i cambi di Raffaele rispetto a domenica col Monopoli: Emmausso, Zanchi e Welbeck al posto di Reginaldo, Vicente e Calapai. Partita molto fisica che almeno per 20 minuti non ha avuto grossi sussulti ma il Catania ha rotto l’equilibrio e come sempre (terza volta consecutiva) sugli sviluppi di un calcio di punizione. La rete al 24’ è stata siglata da Tonucci con il classico gol dell’ex: punizione di Rosaia da sinistra, palla spiovente sul secondo palo, Silvestri s’incunea e conclude in diagonale, Tonucci corregge in rete. Un vantaggio arrivato al primo affando degli etnei ma Raffaele lavora bene sulle palle inattive e i risultati si vedono. Denis Tonucci è il terzo marcatore del Catania in questo campionato: a segno fin qui tre difensori centrali. Catania che ha messo subito su binari favorevoli il match lasciando la palla agli avversari e ripartendo bene. Difesa attenta dei rossazzurri alzata da Claiton per mettere in fuorigioco le punte avversarie. Etnei che si affacciano nella metà campo avversaria e hanno proposto continui cross all’interno dell’area. Juve Stabia vicina al pareggio al 35’ con una conclusione dalla distanza di Mastalli con Martinez che ha deviato in tuffo. Errore di Albertini sulla destra e Cernigoi sbaglia la conclusione dall’interno dell’area di rigore. Terza palla gol fallita dalla Juve Stabia al 39’ ma bravo Martinez a respingere la bordata ravvicinata da Romero. Catania che prima della chiusura del tempo ha sfiorato il raddoppio ma è stato sfortunato Tonucci che ha colpito la traversa con la palla che ha superato la linea bianca ma l’arbitro ha negato il gol. Primo tempo equilibrato e giocato con tanta voglia da parte delle due squadre con la Juve Stabia che ha sciupato almeno due palle gol per mancanza di lucidità dei suoi attaccanti ma il Catania sempre molto pericoloso sui calci piazzati.

foto Calcio Catania

SECONDO TEMPO

Nella ripresa moduli dei due tecnici identici con la Juve Stabia subito in avanti ma con tanta confusione negli ultimi sedici metri. Catania che come nella prima parte di match è stato molto guardingo concedendo pochissimo alle ‘vespe’. Rossazzurri che hanno cambiato qualcosa tatticamente con Raffaele che ha cercato di mettere più uomini in mezzo al campo. Gara a scacchi con il mister etneo passato al 3-5-2 con lo spostamento di Emmausso. Juve Stabia sempre poco precisa e il Catania senza alzare il ritmo ha amministrato bene. Martinez al 69′ ha parato una conclusione di Romero non facendosi sorprendere. Reginaldo straordinario al 76′ con un colpo sotto che stava per superare il portiere Tomei in uscita. Pecorino ha fallito il match-point a 4′ dalla fine tutto solo davanti a Tomei. Poi Mastalli ha impegnato severamente Martinez prodigioso al 92′. Ma il risultato nel finale convulso non è mutato. Catania vince ancora e mostra di giocare bene ma anche di essere capace di soffrire. 

 

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