Closing Catania, è corsa contro il tempo. I debiti che la Sigi deve ridurre entro febbraio

Dopo la firma del preliminare si passa alla fase più importante per il passaggio di proprietà del club etneo

di Redazione ITASportPress

Dopo la sigla sul preliminare di compravendita del Calcio Catania, Joe Tacopina aspetta il closing per avviare con il suo staff  il rilancio del sodalizio di via Magenta. Ad oggi il soggetto deputato alla gestione della società etnea rimane la Sigi che tra scadenze e stipendi dovrà tirare fuori entro pochi giorni circa 2 milioni di euro. Va precisato che il preliminare condizionato siglato da Tacopina non è vincolante all’acquisto, ma se il Calcio Catania non dovesse andare nelle mani dell’avvocato, la Sigi ha comunque l’obbligo di continuare alla luce delle garanzie che ha dato al Tribunale di Catania (che non è un privato) che ne attestano le capacità finanziare e la certezza di poter andare avanti assicurando la continuità aziendale e ricevendo la fiducia dell’organo giudiziario.

Tacopina

A TUTTO JOENaturalmente tutti i tifosi si augurano che il club etneo passi nelle mani di Tacopina che ha assicurato di portare il club in pochi anni in Serie A e persino di competere per lo scudetto. Un impegno importante che se realizzato a cascata porterebbe benefici a tutta la città. Catania ritorna a guardare il futuro con speranza e la convinzione di poter rinverdire i fasti del passato. Missione difficile, ardua scalata, ma la fiducia è tanta. Il presente, ma soprattutto il futuro ha un nome, Joseph, un soprannome, Joe, e un cognome, Tacopina. Professione avvocato a New York, stimato e brillante, “uomo da talk show e processi mediatici, ricco e col fiuto per gli affari”. Competenza calcistica con alla base un solido gruppo commerciale, che potrebbero rendere l’imprenditore italo-americano il nuovo re di Catania. Dollari veri, insomma, pronti per essere investiti, dietro la faccia da duro dell’avvocato newyorchese. Perché Joe Tacopina è sempre stato l’avamposto, il tramite, il cervello legale e commerciale delle operazioni, anche se non sempre il braccio armato pronto a investire effettivamente. 

CATANIA E I TIFOSI – Il Calcio Catania anche con la sua montagna di debiti, è un club appetibile e questo nonostante il Covid e la chiusura dello stadio abbiano appesantito ulteriormente i bilanci. Poi la piazza può essere paragonata a Milano o Torino perché Catania è una città evoluta in tutto nonostante la crisi economica. I tifosi del Catania sono passionali e amano la maglia anche più di quelli di club blasonati che lottano per lo scudetto. Insomma gli ingredienti per fare bene ci sono tutti. 

(Getty Images)

CLOSING – Non è certa la data del closing ma sicuramente entro fine febbraio e difatti le parti hanno concordato di non mettere un termine perentorio nel preliminare in quanto la Sigi deve prima provvedere alla riduzione dei debiti pregressi che nel complesso ammontano a 58 milioni anche se, togliendo quelli con il Credito Sportivo per Torre del Grifo, sono 39 i milioni che vanno ridotti almeno a 15. E’ questo l’accordo tra le parti, riportato nelle 50 pagine, siglato lo scorso 16 gennaio che prevede anche tutta una serie di meccanismi qualora la Sigi non mantenga gli impegni. Poi  spetterà al gruppo Tacopina pagare i 15 milioni rateizzati in 20 anni.

LA CORSA – Per la Sigi è scattata la corsa contro il tempo per il closing. Sono ore calde a Torre del Grifo dove i soci della cordata catanese faranno di tutto per chiudere l’operazione entro fine febbraio. Certo non sarà una passeggiata addivenire alla riduzione del debito da 39 a 15 milioni visto che il preliminare sottoscritto  da Tacopina (che tra l’altro non prevede nessuna garanzie verso la Sigi in caso di ripensamento) è condizionato principalmente alla definizione dell’esposizione debitoria nei riguardi dei creditori istituzionali del club, quindi Comune di Mascalucia e Agenzia delle Entrate. Il debito con il primo ente pubblico, (dove valgono le regole generali statali per la maggior parte dei 4 milioni) riguarda oneri di urbanizzazione, TARI e IMU. Va precisato che la legge dice che il Comune può abbassare il debito ma non sotto una certa soglia anche perchè l’ente pubblico ci fa il bilancio con quel credito e può acquistare ad es. scuolabus, auto etc. La quota capitale va restituita perchè trattasi di soldi pubblici e quindi dei cittadini.

Torre del Grifo
Torre del Grifo (twitter)

I DEBITI – Partendo dal presupposto che Tacopina non rileva solo debiti visto che erediterebbe Torre del Grifo, che come da perizie vale circa 60 milioni di euro, la situazione debitoria del Calcio Catania fino al 30 ottobre del 2020 è la seguente:

24 milioni con il Credito Sportivo

17 milioni i debiti tributari (ivi comprese sanzioni)

4 milioni Comune di Mascalucia

13 milioni debiti commerciali 

Totale di 58 milioni a cui si deve aggiungere l’eventuale saldo negativo della stagione 2020/2021.

Torre del Grifo Catania

 

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