Il Catania ha il suo Leader Maximo. I tifosi incoronano Lucarelli, il capopopolo tuttofare

Il Catania ha il suo Leader Maximo. I tifosi incoronano Lucarelli, il capopopolo tuttofare

Il tecnico rossazzurro ha rubato la scena a tutti i dirigenti

di Redazione ITASportPress

I tifosi del Catania non vanno più allo stadio? Chiedete a Lucarelli. La cordata non ha presentato le evidenze bancarie? Chiedete a Lucarelli. La campagna acquisti di gennaio? Chiedete a Lucarelli. I calciatori hanno il “mal di pancia”? A scuoterli ci pensa Lucarelli. Il tecnico del Catania ormai è tutto e di più. Ogni sua dichiarazione in conferenza stampa o in mixed-zone ha effetti in ogni sede rossazzurra. Lucarelli è  un po’ allenatore, un po’ presidente, un po’ d.g., un po’ d.s., un po’ capopopolo. Un vero Leader Maximo.

SIR CRISTIANO – A Catania Cristiano Lucarelli sta svolgendo qualcosa più del ruolo semplice di allenatore. Visto che i dirigenti etnei in questo momento si occupano di altro faccende, nel tentativo disperato di salvare il club dell’Elefante, Lucarelli sta incarnando in pieno la figura del Football Manager di stampo britannico, ruolo che in Italia non ha mai riscosso molti successi e che pure oltremanica è scomparso dopo il ritiro di Alex Ferguson dallo United e l’addio di Arsene Wenger dall’Arsenal, due tecnici che hanno rappresentato la vera incarnazione di questa figura.

TUTTOFARE – Lucarelli non solo ha ripiegato sul concetto di manager all’inglese ma addirittura quella soglia l’ha superata nettamente. Tre mesi alle pendici dell’Etna durante i quali ha spostato rapidamente il suo raggio d’azione, ampliandolo, rendendolo sintesi di una sorta di paradosso che probabilmente oggi non ha eguali nel calcio professionistico italiano. Sta conducendo trattative di mercato in prima persona, ha fatto appelli alla piazza, ha chiesto scusa ai tifosi quand’era il momento di farlo. Ha incassato e sferrato colpi. Non si è mai sottratto, Lucarelli. Ha, soprattutto, alzato lo scudo per tre mesi, spostandone ogni volta la direzione per evitare di esporre il club alle verità che conosciamo. Ha narcotizzato il dibattito, parlando di necessaria pazienza, di calciatori in ritardo di condizione, di arbitraggi sfavorevoli, di presidenti impertinenti, di un terreno di gioco impraticabile, di un vento fuoriclasse capace di far gol, di distrazioni esterne, di peso della maglia. Ha respinto le frecce che arrivavano da ogni direzione in questo momento in cui la barca Catania sembra destinata a sbattere sugli scogli.

LUI PUO’ – Lucarelli è uomo di grande virilità e visibilità. Più vistoso del vistoso sigaro di Antonino Pulvirenti, il patron del Catania che ha voluto insieme al dg Pietro Lo Monaco il ritorno ad ottobre del capopopolo livornese. Proprio anni fa nella sua Livorno attaccò il suo eccentrico presidente Aldo Spinelli invitando alle dimissioni. Del suo massimo dirigente disse: “Se ha le palle si dimetta”. “Ma c’è chi può e chi non può…io può” disse il presidentissimo Angelo Massimino che se avesse avuto in organico uno come Lucarelli lo avrebbe messo in lista per farlo diventare sindaco del capoluogo etneo. Cristiano è rosso sovietico dentro ma a Catania è rossoazzurro fino alla testa. Questo basta per far capire chi è il capopopolo sotto il vulcano.

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