MATERA, alla scoperta di… Giovanni Di Lorenzo

MATERA, alla scoperta di… Giovanni Di Lorenzo

Giovanissimo, indole da leader: Di Lorenzo, colonna portante del Matera, è emblema di freschezza e sicurezza nelle retrovie.

di Veronica Celi, @ctvery

Poca esperienza ma tanto talento. Giovanni Di Lorenzo trascina la difesa del Matera come se fosse un veterano incallito. Eppure conta appena 22 anni, svariate stagioni in serie minori, ma l’orgoglio di aver destato l’attenzione di compagini che coltivano ambizioni prestigiose.

Nato a Castelnuovo di Garfagnana, esordisce con la Lucchese, ma si forma calcisticamente nel vivaio della Reggina. Amaranto dal 2009, disputa due campionati con gli Allievi. È tra le giovani promesse trionfanti al Torneo Internazionale Sanremo. Della Primavera ne diviene il capitano, fino al debutto in Prima Squadra tra i cadetti nel 2011 durante la gara giocata in casa del Sassuolo. Il campionato successivo viene ceduto al Cuneo, in Prima Divisone. Dopo quattro giornate, viene eletto punto fisso della retroguardia biancorossa. Bastano 27 apparizioni per convincere Di Biagio a convocarlo nella Nazionale Under 20 per il Torneo Quattro Nazioni. Promosso d’un grado, con gli azzurrini assapora anche l’ebbrezza delle  qualificazioni agli Europei Under 21. Nel frattempo torna alla Reggina. In forza ai calabresi scende in campo in 20 occasioni. Viene confermato nonostante la retrocessione. Testimonianza di quanto il classe ’93 rappresenti un plusvalore al di là della serie di riferimento. 36 presenze, ma fallimento del club e inevitabile svincolo. Serie di contingenze che nel 2015 conducono il giocatore tra le braccia del Matera. Coi lucani titolare inamovibile, scopre una vena offensiva occasionale, siglando una rete contro l’Akragas: sinistro imprendibile all’incrocio dei pali.

Sulle ali dell’entusiasmo, Di Lorenzo fa mostra di corsa, rapidità, determinazione. Sulla fascia destra assicura tanto chiusure impeccabili, quanto incursioni efficaci in fase di spinta. In verità, ha l’indole del difensore centrale. Ma si adatta a qualsiasi ruolo Padalino gli proponga. La prestazione? Rimane intatta. L’impegno è comunque costante. Non a caso i biancazzurri vantano uno dei migliori settori arretrati del Girone C, con appena 12 gol subiti. Ha qualità, è evidente. Anche se non è esente da lacune colmabili. Marcia in più la maturità tattica, che gli permette di avere uno sguardo d’insieme ampio e consapevole. Che abbia trovato in Basilicata la rampa di lancio vincente?

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