Pagellone 2015/2016: tutti i voti ai giocatori del Catania

Pagellone 2015/2016: tutti i voti ai giocatori del Catania

Quale l’andamento del Catania in queste prime 16 giornate? Scopriamolo analizzando performance e rendimento di tutti gli interpreti rossazzurri.

di Veronica Celi, @ctvery

Natale con un piede nei play-out e un altro in zona salvezza. Il Catania trascorre così le feste, in attesa della ripresa a gennaio. Manca una giornata alla fine del primo round, e ItaSportPress traccia un resoconto del percorso rossazzurro. Di seguito le pagelle d’inizio stagione 2015/2016:

Elia Bastianoni 5.5  Preferito a Liverani, scende in campo per il match casalingo contro il Cosenza (0-0). Conquista la fiducia di tecnico e compagni. Disputa 15 gare, e viene battuto in 11 occasioni. Gli svarioni in porta nel corso della partita contro il Melfi, però, hanno rappresentato la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Le conseguenze: dissenso da parte della piazza, eccessiva pressione, panchina. Qualche uscita insicura di troppo fa sfumare la sufficienza.

Giuseppe Ficara s.v.  Perennemente secondo, il portiere classe ’95 non ha finora avuto modo di giocare.

Luca Liverani 6.5  L’esordio del Catania in terza serie porta il suo nome. Ha subito 4 gol in quattro partite. È stato rilevato da Bastianoni dopo appena tre incontri. È tornato tra i pali contro la Paganese, al “Massimino”, riproponendo quanto di buono fatto in precedenza: salvataggi estremi, ottima reattività, polso. Si fa trovare pronto in gran parte delle situazioni, anche in quelle più insidiose.

Loris Bacchetti s.v.  Ancora alla ricerca dello spazio necessario per rivelare indole e doti. In campionato viene schierato solo a Matera. Debutto da incorniciare. È annoverato, infatti, tra i protagonisti di una difesa all’epoca ancora in costruzione, ma già attenta e compatta.

Alessandro Bastrini s.v.  Si fa vedere solo in Coppa Italia contro l’Akragas. Prova deludente a causa della forma fisica. Il riacutizzarsi dei dolori muscolari e la lesione al gemello mediale destro, lo costringono ad abbandonare il rettangolo verde anzitempo.

Dario Bergamelli 6.5  Uno dei pilastri della retroguardia etnea. Al centro assicura chiusure d’autore e una perfetta coordinazione col collega di reparto Pelagatti. In fase di spinta non si risparmia. Qualche black out momentaneo, motivo di preoccupazioni e reti subite, gli costa mezzo voto in meno.

Stefano Ferrario 6  Spesso subentrato dalla panchina, conta sei gare in stagione. Tre le vittorie che il Catania ha ottenuto con lui in campo. Due i pareggi. Una la sconfitta, la più pesante, contro il Benevento (1-3). La sua esperienza? A completa disposizione della squadra.

Desiderio Garufo 6.5  Non è esente da errori, soprattutto in fase di copertura. In alcuni casi si lascia superare in velocità dagli avversari, e non sempre riesce a riprenderli. Ostenta qualche preziosismo inopportuno in area, e favorisce il gol del vantaggio per la Juve Stabia. Ma nell’evolversi della manovra offensiva è fondamentale. Sfodera servizi utilissimi per i compagni, mettendoli in condizione di andare in rete. Esemplari i cross all’indirizzo di Agazzi e Russotto contro il Melfi.

Leonardo Nunzella 7  Sulla sinistra è lui che detta i tempi. Titolare inamovibile, difende comprendo la fascia di riferimento anche da solo, anche col fiato al limite, anche sacrificandosi. Supporta poi il settore avanzato con incursioni rapide ed efficaci. Sforna traversoni allettanti. Insomma, terzino tuttofare, e autentica certezza.

Tino Parisi 6  Parte da capitano e punto fisso, ma tra il turn over con Garufo e l’infortunio che l’ha tenuto fuori per molto, non ha avuto l’opportunità di incidere significativamente. Intanto, se presente, dà il massimo sulla destra. Prova a stare al passo anche di sfidanti più veloci e maturi. Impegno è la parola d’ordine dell’ex Primavera.

Carlo Pelagatti 7  Altra colonna portante. Il centrale si intende perfettamente col resto dei difensori. Mantiene alta la concentrazione. Costante il suo apporto. Riduce gli spazi, e non perde mai la sua posizione. Quando lo fa, tanto di guadagnato. Già due volte nel corso dell’attuale campionato è capitato di ritrovarlo in attacco, nel bel mezzo di un’azione confusionaria, preludio di gol… sì, i suoi, contro Ischia e Paganese.

Davide Agazzi 6.5  Rende più come regista che come mezzala. È comunque abile nel saltare l’uomo. Talvolta pecca di distrazione, ma in fase di costruzione è più che funzionale. Innesta il gioco con scioltezza, e approfitta dell’assist di Garufo per siglare il provvisorio 1-0 contro il Melfi.

Ivan Castiglia 6  Primo infortunato di stagione. Costretto a star lontano dal terreno di gioco a causa della lesione al retto femorale, è tornato a disposizione di mister Pancaro già con la Paganese. L’ultimo match? Il Martina Franca in casa. Quando presente, il centrocampista calabrese ha garantito corsa e supporto sia in avanti che dietro. Suoi i raddoppi di marcatura.

Luca Lulli 5  Solitamente subentra a gara in corso. Bravo nel servire i compagni (vedi Calil contro il Martina Franca). Ha l’occasione di esplodere, ma non sempre ne approfitta. Ha carattere, ma paga a caro prezzo la smoderata carica agonistica venendo espulso contro la Paganese.

Gianluca Musacci 6  Al centro della linea mediana produce meno di quanto dovrebbe. Intanto il suo operato basta alle dinamiche della formazione. È dotato di un tiro potente e lo si nota quando batte punizioni o calci d’angolo. Realizza un gol spettacolo contro il Catanzaro, approfittando della disattenzione del portiere avversario. Ma potrebbe far di più. Evitare, ad esempio, di perdere palloni o sbagliare i disimpegni.

Giuseppe Russo 5  Non molto risolutivo su gioco e risultati. Rischia di cadere nell’anonimato. Eppure avrebbe dovuto essere una marcia in più per i rossazzurri, grazie all’esperienza e alla caparbietà che si porta dietro.

Fabio Scarsella 6.5  Ha inaugurato l’avventura tra le fila del Catania con tre inserimenti in due partite, frutto di altrettanti successi importanti in chiave risalita. Poi un leggero calo. La sua propensione offensiva si è affievolita, ma continua ad incarnare un ruolo di primo piano in fase d’attacco e non. A centrocampo coopera in maniera determinante al palleggio.

Alfonso Sessa s.v.  Il classe ’96 non è mai stato schierato durante l’odierno campionato. Chissà se nel corso della stagione avrà la possibilità di saltare sul treno.

Maks Barisic 5  Subentra dalla panchina in quattro gare, ma non trova modo di farsi notare. In avanti dai minuti iniziali in Coppa Italia contro l’Akragas spreca tantissimo. Temporeggia e perde l’attimo.

Elio Calderini 6.5  Debutta da leader, realizzando tre reti e mettendo in scena giocate da vero goleador. Ma passa il tempo e le prestazioni si incrinano. Dà sfogo a lanci lunghi, poco produttivi e imprecisi. Cala anche la lucidità dell’esterno quando in area avversaria. Ultimamente relegato in panchina, complice qualche acciacco fisico, ha ancora in mano tutte le carte per rientrare nei trascinatori della compagine etnea.

Caetano Calil 7.5  E’ il capocannoniere del Girone C. Autore di 9 gol, le performance del brasiliano sono un crescendo. Punta di posizione, genera poco movimento sottoporta, ma è sempre pronto a lasciare il segno. I cross dai lati rappresentato oro colato per l’attaccante, decisivo in almeno cinque match. Adatto anche come centravanti. Se necessario, è disposto ad arretrare pur di dare una mano alla difesa.

Andrea Di Grazia 5.5  Il giovanissimo non può auspicarsi esordio migliore in Lega Pro. Contro l’Ischia genera il cross vincente per Calil. Sulla fascia sinistra dà sicurezza. Diventa uno degli emblemi di un Catania che attacca e segna. Il tecnico rossazzurro punta molto su di lui. Poi l’inversione di rotta. Lo spazio si riduce, e il classe ’96 si accomoda in panchina.

Luigi Falcone 7  Il suo primo (e ultimo) gol risale al match contro il Catanzaro. Ma è soprattutto coi cross che contribuisce alle azioni pericolose o alle marcature etnee. Le sue scorribande sono una minaccia per gli sfidanti, così come il suo destro. Meriterebbe un ruolino di marcia più sostanzioso. Il suo rientro dopo l’infortunio ha rigenerato il settore offensivo del Catania.

Gianvito Plasmati 6  Una prodezza del lucano permette di agguantare il pari nel derby contro l’Akragas. Fa la differenza anche se potrebbe dar di più visti i centimetri e i guizzi di testa negli scontri aerei. Un ritorno in ombra rispetto alle aspettative. Il poco spazio in avanti non aiuta.

Mattia Rossetti 5.5  Annata che inizia in un modo e finisce in un altro per l’ex Primavera. In Serie B segna il gol del vantaggio rossazzurro contro il Bari. In Lega Pro, invece, viene schierato in quattro partite. In attacco, però, non è determinante a dovere. In balia dell’avversario – come d’altronde tutta la squadra – regala il rigore al Benevento.

Andrea Russotto 7 L’esterno è sinonimo di splendide punizioni. Una di queste si trasforma nella rete del pareggio del Catania contro l’Ischia. In totale, annovera tre gol. Pungenti le sue incursioni. Bravo nell’uno contro uno. Quando gli etnei giocano palla al piede, servendosi di passaggi brevi e veloci, l’attaccante romano rende di più. Quanto visto, lo promuove pedina imprescindibile.

All.: Giuseppe Pancaro 6.5  Squadra tonica e fluida quella allestita dall’allenatore rossazzurro. La difesa si rivela alquanto solida. Fanno eccezione svarioni occasionali. L’attacco si ripropone in versione carro armato, con più frequenza nelle ultime uscite. Spesso le sue scelte, o i cambi effettuati a gara in corso, si sono rivelati provvidenziali. Sono riusciti a sbloccare match o a velocizzare l’azione quando ingessata. In altri casi, invece, hanno fatto cilecca. Decisioni poco oculate, non consone al contesto, hanno rappresentato un’arma a doppio taglio. Forse il turn over delle prime giornate ha spiazzato gli avversari con più efficacia, rispetto alle conferme, raramente smentite, attuate durante il campionato, che rendono il gioco prevedibile agli occhi dello sfidante. Nel complesso, comunque, più che sufficiente. L’ex tecnico della Juve Stabia, con gli 11 punti di penalità sommati ai 16 già in tasca, starebbe, infatti, alla guida di una formazione d’alta classifica.

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