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Serie C

Questo Catania che s’accende a tratti è Moro-dipendente

Luca Moro Catania

Al Catania manca ancora un'identità e il gioco di squadra. Moro ha nascosto le lacune difensive e del centrocampo

Redazione ITASportPress

Il giovane attaccante del Catania Luca Moro segna e decide le sorti della squadra specie in trasferta (7 su 13). Il 20enne di proprietà del Padova si scopre indispensabile per la compagine rossazzurra che ha ancora problemi a centrocampo e in difesa. Si è visto anche ieri a Campobasso contro una squadra che in casa è la più anemica della Serie C in fatto di punti ottenuti e che ieri al Catania ha segnato la metà dei gol realizzati in tutte le partite finora giocate nel proprio stadio. Ma per fortuna che c’è Moro che nella ripresa ha ribaltato i molisani salvando il Catania che era andato all'intervallo sotto col punteggio di 3-1. 

INDISPENSABILE - Il calcio, a volte, si scopre evangelico. Non perché sia affascinato da Sorella Povertà (non scherziamo), ma perché a volte succede che gli ultimi – un po’ a sorpresa – possono diventare i primi. In una squadra di calcio, infatti, le gerarchie sono meno consolidate di quanto si pensi e così, nel Catania di Francesco Baldini, l’attaccante più prolifico si scopre essere quello che, sulla carta, in estate sembrava la riserva di Sipos. Invece è andata diversamente. Intendiamoci, troppo presto per certificarlo come cigno, ma di sicuro Luca Moro sta garantendo ai rossazzurri un numero cospicuo di reti che gli altri attaccanti etnei invece non riescono a produrre. Per il momento, 13 in 705 minuti giocati. Insomma, in cima alla piramide dell’attacco del Catania c’è solo il numero 24. Contro Vibonese e Foggia toccherà a Sipos trascinare la squadra. Fare gol sarà indispensabile e, in tal senso, la squadra sarà ancor più responsabilizzata dal fatto che mancherà il cannoniere stagionale, convocato dal ct. dalla Nazionale U20 Alberto Bollini.

 Foto Calcio Catania

SENZA DIFESA E REGISTA - Ma questo Catania Moro-dipendente fatica a trovare una giusta identità. Una squadra ancora ibrida, in difficoltà sul piano della classifica e forse prima ancora dell’ambiente, con una frattura ormai insanabile fra proprietà e tifoseria, come drammaticamente i numeri delle presenze allo stadio indicano senza rischio di smentita. La difesa incassa troppi gol (è la più perforata della C) e finora Baldini non è riuscito a ridurre il numero delle uscite garibaldine dei centrali e inoltre si avverte la mancanza di concentrazione nelle marcature preventive: come si è rivisto anche ieri a Campobasso. Problema di uomini ma anche di tanto altro. A centrocampo c’è un buco. Cercasi un regista.  Serve un elemento che possa dare ordine e nel contempo proteggere la difesa. Maldonado non è un costruttore di gioco e neanche  un demolitore.

CIELO DI CATANIA - Ma al di là dei discorsi tecnici, Catania soffre e s’interroga. Quale futuro per i rossazzurri? Una squadra che cerca quegli stimoli e quell’entusiasmo che su una piazza come quella catanese (il passato, anche lontano, insegna) sono stati alla base delle più grandi gioie calcistiche. In una squadra che s’accende solo a tratti anche contro modestissimi avversari, è evidente la necessità di ritrovare in fretta l’entusiasmo, che solo una proprietà (assolutamente  nuova) sarebbe in grado di garantire. Ma la realtà è cruda: nubi, su tutti i fronti, che fatalmente rendono oggi il cielo di Catania ancora più buio di quel che davvero è.

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