Abete difende Collina: “Non sono d’accordo con Agnelli, deve restare designatore”

Abete difende Collina: “Non sono d’accordo con Agnelli, deve restare designatore”

“Non dobbiamo andare alla ricerca del colpevole, anche con il VAR ci sarebbero comunque dei dubbi sul rigore di Madrid”

di Redazione ITASportPress

Dopo quanto accaduto al Santiago Bernabéu, col rigore dubbio fischiato in favore del Real Madrid per il contattato tra Mehdi Benatia e Lucas Vazquez, Pierluigi Collina è stato preso di mira soprattutto dal mondo Juventus per aver scelto il 33enne inglese Michael Oliver come arbitro per il match valido per il ritorno dei quarti di finale della Champions League.

Critiche, quelle rivolte all’attuale designatore dell’UEFA, ritenute troppo esagerate da Giancarlo Abete, ex presidente della FIGC, che ai microfoni di “Maracanà”, trasmissione in onda sulle frequenze di RMC Sport, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:

“Collina ha spessore internazionale, è rispettato in tutto il mondo e nella classe arbitrale è uno dei più preparati. È apprezzato da tutti, anche in passato da Platini. Le parole di Ceferin sono chiare. Non dobbiamo andare alla ricerca del colpevole, anche con il VAR ci sarebbero comunque dei dubbi sul rigore di Madrid. La critica al designatore Collina è legittima, ma rimane la qualità della persona. Non scordiamoci che deve rispondere alla UEFA, che si occupa di ben cinquantacinque paesi, non solo delle squadre italiane. Agnelli dice che il designatore andrebbe cambiato, ma secondo me Collina deve restare al suo posto. A fine stagione verrà fatta una valutazione sull’operato di tutti, compreso Collina, e quindi verranno prese le decisioni del caso. Noi in Italia abbiamo parametri di valutazioni diversi rispetto ad altri paesi, inoltre dobbiamo capire che in ogni competizione c’è una modalità di arbitraggio diverso, che condiziona il gioco. Quando ero presidente abbiamo messo gli arbitri di porta per far abituare i nostri giocatori”.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy