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IL PUNTO DI VISTA

Bordin ct Moldavia: “Inter troverà tante insidie a Tiraspol. Napoli? Piacevoli ricordi”

(Getty Images)

Bordin avvisa l'Inter che a Tiraspol non sarà una passeggiata

Redazione ITASportPress

Il Ct della Moldavia Roberto Bordin a “1 Football Club” su 1 StationRadio ha detto la sua sulla Serie A: “A Napoli la migliore esperienza della mia carriera, il Maradona è il dodicesimo uomo. A Napoli ho vissuto quattro anni belli ed intensi, è stato uno dei momenti più alti della mia carriera. Quest’anno l’accoppiata con Spalletti sta portando risultati incredibili, inoltre c’è un gran gruppo coeso, come abbiamo visto in occasione dell’esultanza sul rigore di Insigne. Per vincere il campionato, essere uniti è fondamentale. Io, all’ombra del Vesuvio, ho superato l’operazione alla tiroide grazie anche al supporto dei tifosi partenopei, e vi posso assicurare che il Maradona può davvero essere il dodicesimo uomo in campo. Luciano è un allenatore veterano, sono convinto sia stato una scelta azzeccata da parte della dirigenza azzurra". Bordin sulla corsa scudetto si esprime così:  "Per il tricolore c’è anche il Milan che ha creduto fortemente in Pioli ed i risultati stanno arrivando. I rossoneri hanno un progetto più longevo e hanno dimostrato di riuscire a vincere anche soffrendo tanto, ma dalla corsa al titolo non possiamo escludere club importanti come Inter e Roma".

SHERIFF - Un commento di Bordin sullo Sheriff Tiraspol sorpresa in Champions League: "Quando c’ero io abbiamo avuto la fortuna e la bravura di raggiungere la fase a gironi di Europa League. Adesso hanno fatto qualcosa di incredibile arrivando in Champions League e facendo sei punti in un girone di ferro. L’Inter troverà parecchie insidie, la prima su tutte può essere quella di sottovalutare l’avversario. La trasferta non è così difficile come si pensi: oggigiorno si arriva in Moldavia in meno di due ore di aereo. I padroni di casa avranno poco da perdere”. Sul lavoro con la nazionale moldava, Bordin ha detto: "Cerco di fare il mio lavoro e sento una forte responsabilità nell’essere il commissario tecnico della Moldavia, perché noi allenatori italiani veniamo sempre visti con grande rispetto. È difficile gestire un gruppo con cui ci si vede per pochi giorni una volta al mese".

 (Getty Images)
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