Barcellona, l’ex Coco a ISP: “Primi tre gol al PSG da barzelletta. Iniesta come Franco Baresi”

“Impresa contro PSG, squadra normalissima, con buoni giocatori, ma con poco criterio. Con la Juventus non sarebbe successo”

di Marco Carmanello, @MarcoCarmanello

La rimonta incredibile del Barcellona, nel match di Champions League di ieri sera contro il PSG, ha reso felice anche l’ex blaugrana Francesco Coco, che in esclusiva ai microfoni di Itasportpress.it ha analizzato così il match del Camp Nou: “È successo qualcosa di unico, una rimonta incredibile. Tutto il mondo ha assistito a un qualcosa che fino a 10′ dalla fine sembrava impossibile. Ma non è tanto la rimonta, ma come è stata fatta. E’ quella la grande sorpresa. Aggiungerei che dare meriti solo al Barcellona non è completamente giusto, il PSG ci ha messo del suo per perdere la partita e per vivere un incubo. I francesi sono squadra da quarta o quinta fascia per la Champions League, i primi goal se li sono fatti da soli. Le prime reti sono stati una barzelletta, soprattutto il rigore del 3-0. Per tutto il club francese sarà molto difficile riprendersi, è stata una brutta figura”.

LUIS ENRIQUE“Avendo giocato con lui, mi aspettavo, vista la sua personalità, che la rimonta fosse possibile. Era già allenatore in campo, grande professionalità: non mollava mai. Anche in un ruolo non suo faceva una grande partita. Un giocatore incredibile per voglia, sacrificio e cattiveria agonistica, ieri c’erano 11 Luis Enrique in campo. L’annuncio di Luis Enrique? Certe volte può anche essere controproducente, è stato un annuncio forte: ma hanno reagito bene tra Liga e Champions League (ride, ndr). Questa è la dimostrazione di quello che devono essere giocatori e allenatore: professionisti. Sono sulla stessa barca e devono arrivare tutti allo stesso porto. Lui aveva già deciso di andare via per mille motivi, tutti i giornali ne parlano: è una vittoria rocambolesca, finalmente abbiamo visto una partita che fa parte dell’anima dello sport. A livello di gioco, eppure, non è stata una buona partita. Ha potuto fare questo perché davanti c’era il PSG, squadra normalissima, con buoni giocatori, ma con poco criterio. Con la Juventus non sarebbe successo”.

CON GUARDIOLA NO“E’ stata una partita da Luis Enrique, è una persona che non si pone limiti. L’aveva detto che avrebbero fatto 6 goal, quando hai questa mentalità le imprese sono possibili. Con Guardiola magari la rimonta non sarebbe stata possibile, la filosofia di gioco è diversa, ma magari all’andata non avrebbe perso 4-0: faccio l’avvocato del diavolo. Sono due allenatori diversi, entrambi vincenti, che conoscono il mondo Barcellona. Adesso il Barcellona ha messo timore alle altre big d’Europa per la vittoria finale. Le dirette avversarie sapranno che al Camp Nou sarà durissima“.

INIESTA – “Lui con me ha fatto due spezzoni nelle ultime due partite di campionato, era giovanissimo. Lo conosco molto bene, ragazzo molto tranquillo. Parla poco, è un timido. Uno dei più grandi giocatori della storia spagnola, è un totem. E’ l’ultimo di una generazione che vede Puyol, Xavi e Henry. Resta solo Messi di questa vecchia guardia. Fa ancora la differenza a livello di qualità ed esperienza. Solo con lo sguardo fa capire che bisogna dare la carica. Va tutto al di là del gesto tecnico di quel colpo di tacco, è l’atteggiamento. Anche Baresi, a fine carriera, era come lui, hanno lo stesso sguardo: ha dato coraggio agli altri lanciando un messaggio che alla fine è arrivato forte e chiaro”.

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