Cabrini a Isp: “Torino si lamenta ma Juve è più forte. Io al posto di Conte? Decide Tavecchio”

L’ex difensore della Nazionale e della Juventus, in esclusiva ai microfoni di Itasportpress.it, parla dei temi d’attualità dei bianconeri che del mondo azzurro

di Marco Carmanello, @MarcoCarmanello

Quella di Antonio Cabrini è stata una carriera ricca di successi, che ha avuto come ciliegina sulla torta il Mondiale vinto in Spagna nel 1982 con la Nazionale italiana. Il suo nome è legato a doppio filo anche con quello della Juventus, club per il quale ha giocato dal 1976 al 1989 vincendo 6 scudetti, 2 Coppe Italia, 1 Coppa Intercontinentale, 1 Coppa dei Campioni, 1 Coppa delle Coppe, 1 Coppa Uefa e 1 Supercoppa Europea. L’attuale commissario tecnico della Nazionale italiana femminile di calcio ha parlato, in esclusiva ai microfoni di Itasportpress.it, sia dei temi d’attualità dei bianconeri che del mondo azzurro.

Cabrini, il derby vinto dalla Juventus ha lasciato parecchi spunti di riflessione, dalla prova di forza post eliminazione in Champions League all’infortunio di Dybala, passando per le polemiche per la rete annullata al Torino: che idea si è fatto a riguardo?

“Prima di tutto c’è da dire che non c’è da meravigliarsi della reazione della Juventus, è una squadra abituata a queste cose, infatti è arrivata la dimostrazione che non c’era da preoccuparsi anche se aveva speso tanto sia fisicamente che mentalmente dopo la gara in Germania contro il Bayern Monaco. Per quanto riguarda l’infortunio di Dybala, secondo me è stato casuale e Allegri non ha alcuna responsabilità: se l’argentino ha giocato nel derby è perché, dopo aver provato nel riscaldamento, si sentiva di poter scendere in campo, quindi secondo me l’allenatore bianconero non ha colpe. Sulla rete annullata a Maxi Lopez è chiaro che il Torino si sia risentito, però questi episodi lasciano il tempo che trovano. Sono situazioni che avvengono da entrambe le parti. Alla fine la partita è stata vinta dalla squadra più forte”.

Come mai non è stato fatto il suo nome come successore di Antonio Conte sulla panchina della Nazionale?

“Non è domanda da fare a me, dipende dalle strategie che ha in testa la FIGC. Al momento è prematuro scegliere un successore, siamo in una fase in cui si sparano tanti nomi e basta. Una decisione verrà presa a pochi giorni dall’inizio dell’Europeo. Tuttavia, il mio nome è circolato anche in precedenza, ma dipende dalle scelte del presidente Tavecchio: è lui che deve decidere se puntare su un allenatore affiliato alla federazione o su un’entità esterna”.

Chi vedrebbe bene come futuro commissario tecnico?

“La scuola italiana è ottima e nel calcio ci sono tanti bravi allenatori. L’importante è che il prossimo tecnico abbia la possibilità di lavorare sereno, cosa che magari non ha avuto Conte, in modo tale da occuparsi della la squadra quando vuole. Tuttavia, penso che l’allenatore non cambia in maniera radicale l’esito dei risultati, semmai la sua rilevanza sta nel motivare i giocatori per spiegargli il valore della maglia che indossano”.

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