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Esclusiva

Genoa, Mutarelli a ISP: “Rovella, non andare alla Juve. Preziosi? Dura ripetere suo ciclo”

Nicolo Rovella  Getty Images

L'ex centrocampista rossoblù ai microfoni di Itasportpress ha detto la sua sull'addio di Preziosi

Redazione ITASportPress

Riguardo alla fine dell’era Preziosi in orbita Genoa, la redazione di ItaSportPress.it ha intervistato in esclusiva Massimo Mutarelli, ex centrocampista rossoblù (1997-2002).

Come commenta l’addio di Preziosi?

“Credo fosse nell’aria da tempo. Sono anni che lascia intendere di voler lasciare, si chiude un capitolo importantissimo. Sarà dura ripetere un ciclo come quello di Preziosi”.

Volendo stilare un bilancio bicchiere pertanto mezzo pieno o mezzo vuoto?

“Mezzo pieno. Con Preziosi il Genoa è arrivato in Coppa Uefa. Poi chiaro: certe annate sono state toppate clamorosamente”.

Molti gli imputano gli eccessivi cambi di allenatore…

“Hanno ragione. Purtroppo cambiare continuamente allenatore ha spesso penalizzato il Genoa. Penso, per esempio, a Ballardini o a Malesani in passato. Non è un quadro semplice in cui operare”.

Avrebbe potuto fare qualche sforzo in più nel “trattenere” qualche giocatore?

“No, è normale che un calciatore – una volta esploso – guardi a contesti di top club. Su questo Preziosi non ha colpe”.

Qual è stato il picco più alto dell’era Preziosi?

“La Coppa Uefa con Gasperini: a mio avviso è stato il miglior allenatore dell’era Preziosi. Milito e Sculli erano tantissima roba”.

Qual è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso a tal punto da indurlo a lasciare?

“Forse era arrivato al limite, consapevole di aver chiuso un cerchio. E’ fisiologico”.

Passiamo al presente: l’ha colpita l’esonero di Ballardini?

“Non vivo lo spogliatoio in casa Genoa. Io credo che la squadra stesse con il mister, che avrebbe tranquillamente risollevato la situazione. Più che una bocciatura ai danni di Ballardini mi è sembrata più una scelta ben precisa da parte della società nel voler voltare pagina”.

Che impatto si aspetta da Shevchenko in rossoblù?

“Positivo. Non è l’ultimo arrivato: era il ct dell’Ucraina. Ha diversi anni di esperienza alle spalle”.

Da ex centrocampista quale consiglio si sente di dare a Rovella? Restare a Genova oppure provare a fare il “grande salto” nella Juve già a gennaio?

“Per me deve restare al Genoa e completare il suo percorso di crescita. La Juve ha fatto bene a prenderlo, ma allo stesso modo ha agito altresì correttamente nel prestarlo ai rossoblù. I giovani vanno fatti crescere, step by step”.

Il Genoa riuscirà a salvarsi?

“Io me lo auguro. In più penso che la qualità della rosa possa permettere una salvezza tranquilla”.

 (Getty Images)
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