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Esclusiva

Juventus, Baiocco a ISP: “Allegri, speculare non basta. E’ orientato al risultato poi in Champions…”

(Getty Images)

L'ex centrocampista della Juventus, Davide Baiocco ha parlato ai microfoni di Itasportpres

Redazione ITASportPress

L'ex centrocampista della Juventus, Davide Baiocco ai microfoni di Itasportpress.it ha detto la sua sul campionato di Serie A e sulla squadra bianconera soffermandosi sul modo di giocare del tecnico Allegri.

"In Serie A molti allenatori non hanno coraggio. La squadra dominante fatica di più perchè si prende più rischi però ha il vantaggio del possesso palla. L’Inter gioca un bellissimo calcio ma anche il Milan è propositivo ma meno dei nerazzurri. Ma oggi sono pochi gli allenatori che provano a giocare bene. L’Atalanta ha un modo suo di venire fuori col palleggio, la Lazio e il Sassuolo fanno anche un calcio di costruzione. La Nazionale del resto gioca così e bisogna cominciare ad allenare i bambini con questa filosofia che ha portato Roberto Mancini. Ci vuole coraggio e non bisogna sempre essere condizionati dal risultato se vogliamo migliorare. Si deve iniziare dai dilettanti fino alla Serie A. Se si crea un bel progetto tecnico la categoria viene da se, ma pochi club danno seguito al progetto tecnico. Il Sassuolo dopo De Zerbi ha preso Dionisi giustamente, non capisco il Parma che dopo Maresca ha scelto Iachini che è l’opposto. Non c’è equilibrio e il calcio non è il subbuteo.

 (Getty Images)

JUVENTUS -  Baiocco esprime il suo pensiero sulla squadra bianconera: "Allegri non fa un calcio propositivo ma è molto orientato al risultato. Con questo tipo di gioco pragmatico è andato fuori dalla Champions ugualmente. Alla Juventus con i giocatori che ha di grande qualità, deve fare ben altro anche se contro il Villareal è mancato il gol visto che le occasioni ci sono state. Forse ha pesato la stanchezza dopo una lunga rincorsa in campionato ma anche la tenuta nervosa dopo il gol subito dagli avversari spagnoli. La Juve può fare di più a livello di gioco propositivo e di costruzione dal basso avendo calciatori davvero bravi. Alle volte mi sembra troppo speculare la Juventus, non so se è proprio una scelta. Prima bisogna pensare a vincere e dopo a difendersi. Bisogna cambiare la cultura del calcio e la vittoria dell’Europeo dell'Italia è rimasta fine a se stessa. Per rinascere devi cadere ma bisogna muoversi prima come ha fatto la Germania prima del Mondiale del 2006 in casa loro".

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