West Ham, tifoso bandito a vita dagli stadi per insulti al figlio morto di un avversario

Epilogo clamoroso della vicenda che ha coinvolto il capitano del WBA Jake Livermore

di Redazione ITASportPress

Con la vita non si scherza. Quella dei bambini ancora di più. Il West Ham è stato inflessibile nei confronti del proprio tifoso che, in occasione della partita interna contro il West Bromwich Albion dello scorso 3 gennaio ha insultato la memoria del figlio del capitano degli ospiti Jake Livermore, Jake Junior, morto pochi giorni dopo la propria nascita nel 2014.

Il tifoso, che era poi stato aggredito fisicamente da Livermore, è stato prima identificato attraverso un’indagine interna svolta dal club e poi bandito a vita dagli stadi nei quali giocherà il West Ham, in casa e in trasferta. Attraverso una serie di interrogatori, del diretto interessato e delle persone che sedevano nelle sue vicinanze durante la partita, il club è risalito con certezza ai fatti, appurando che gli insulti erano stati realmente pronunciati. Parallelamente, la FA ha ammonito Livermore, invitando il giocatore a mantenere un comportamento più sobrio.

Non è questa la prima disavventura della carriera di Livermore, che nel settembre 2015 fu graziato dalla FA dopo essere risultato positivo alla cocaina ad un test antidoping ai tempi della militanza nell’Hull City: la FA considerò l’episodio “occasionale”.

L’esultanza fatale del tifoso del Burnley

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