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In attesa di fondi

Catania, Tacopina ribadisce il suo no alla Sigi e teme per suoi 800 md

L'avvocato americano non riapre la porta alla Sigi

Redazione ITASportPress

Joe Tacopina non ha cambiato idea. L'avvocato newyorkese ribadisce a distanza di un giorno dalla conferenza stampa della Sigi di non avere alcuna intenzione di riaprire la trattativa per acquistare il Calcio Catania nonostante una apertura tiepida nella tarda serata di ieri dei soci della società proprietaria del club etneo. Il tycoon di origini siciliane non ha ancora metabolizzato le parole ritenute 'al veleno' di alcuni dei membri del Consiglio di Amministrazione della Sport Investment Group Italia S.p.A.

 Tacopina

TACOPINA - Fa sapere Tacopina a Itasportpress di temere di aver buttato nel cestino 800 mila dollari. "Penso che difficilmente li riavrò. La situazione della Sigi è ormai chiara a tutti inutile ribadire che non hanno ottenuto le riduzioni del debito dall'Agenzia Entrate e dal Comune di Mascalucia e di conseguenza non possono far omologare dal Tribunale il piano. Così sarà anche più complicato riuscire a iscrivere la squadra. Ecco perchè temo di non rivedere i miei 800 mila dollari". L'avv. Giovanni Ferraù ieri ha lanciato un messaggio a Tacopina: "Entra subito in Calcio Catania, non in Sigi. Bastano 3 milioni per prendersi il 51% e la presidenza salvando il club". Tacopina è lapidario: "E' ridicola questa offerta". L'avvocato teme che entrando nel Calcio Catania rischierebbe di rimetterci altri soldi dovendo pagare eventuali altri debiti dei creditori istituzionali visto che manca l'accordo ufficiale.

STIPENDI - La Sigi intanto continua a cercare nuovi investitori. Servono subito 4 milioni di euro entro pochi giorni. Le interlocuzioni vanno avanti anche con imprenditori locali ma ancora la soluzione è lontana. Intanto ci sono in arrivo i pagamenti degli stipendi dei calciatori e del tecnico Francesco Baldini.

Lo striscione dei tifosi per Tacopina a gennaio scorso

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