Lippi: “Italia, nel 2006 ero certo di vincere. In Russia trionfa il Belgio. Su Buffon e Ronaldo…”

Le parole rilasciate dall’attuale commissario tecnico della Cina a “Radio Anch’io Sport”, programma in onda sulle frequenze di Radio 1

di Redazione ITASportPress

Oggi ricorre un anniversario molto caro a noi italiani: esattamente dodici anni fa, infatti, l’Italia salì sul tetto del mondo a Germania 2006 dopo aver battuto in finale la Francia dopo i calci di rigore.

Al timone di quella Nazionale c’era Marcello Lippi, che stamattina è intervenuto a “Radio Anch’io Sport”, programma in onda sulle frequenze di Radio 1; ecco quanto dichiarato dall’attuale commissario tecnico della Cina:

9 LUGLIO – “E’ molto bello ricordare questa data, ma ci rendiamo conto che il tempo passa in fretta perché sono passati già 12 anni. Passammo 50 giorni insieme e prima ancora ci furono due anni di preparazione. Il gruppo aveva grande autostima, ricordo la grinta di Gattuso – il quale mi voleva ammazzare quando gli dissi che avrei lasciato la Nazionale -, la saggezza di Pirlo, per non parlare dei vari leader come Buffon, Cannavaro, anche Peruzzi era un punto di riferimento. Dopo che avevamo battuto la Germania ero sicuro che avremmo vinto il Mondiale”.

RUSSIA 2018 – “Non esistono più squadre piccole, i calciatori hanno già esperienza nei campionati migliori europei. C’è qualità ovunque, ecco perché le big hanno avuto difficoltà iniziali. Il Belgio ha un tasso tecnico elevato, la Francia è giovane e forte, l’Inghilterra ha portato un calcio e una mentalità diversa. Sono squadre che dureranno nel tempo e questo è un problema per l’Italia. Flop Africa? Ci si aspettava altro, ma il loro percorso di crescita si è arenato. Secondo me alla fine vincerà il Belgio”.

ITALIA – “Sono fiducioso, abbiamo ottimi giovani ed un commissario tecnico esperto. I nostri calciatori giocano tutti in squadre importanti in Serie A, si può costruire una Nazionale importante. Mancini può dare la svolta al nostro movimento. Abbiamo buona qualità e bravi giovani in ogni reparto, questi calciatori hanno bisogno di un allenatore che proponga un calcio sì equilibrato, ma anche propositivo e Mancini è l’ideale perché ha modi di lavoro in grado di coinvolgere tutti”.

BUFFON – “Ho parlato spesso con lui in questi mesi e gli ho sempre detto di decidere con la sua testa. Mi sarebbe piaciuto vedere Buffon chiudere la carriera alla Juventus, ma è andata così. Nazionale? Discorso chiuso, anche se è innamorato della maglia azzurra: in caso di necessità si metterebbe a disposizione, ma la chiusura ormai è netta”.

RONALDO – “Spacca spogliatoio? Alla Juventus ci sono calciatori intelligenti e sanno bene che uno come Ronaldo non può avere uno stipendio come gli altri. Il fattore economico è l’ultimo dei problemi. A livello tecnico e professionale è fenomenale. Dobbiamo essere contenti qualora dovesse arrivare alla Juventus, dopo tanto tempo può arrivare in Italia un grande calciatore. Ruolo? E’ un attaccante, sta davanti e ha una percentuale di realizzazione fenomenale”.

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