Milan, Biglia attacca il Papu: “Doveva scusarsi in campo. Non siamo amici, ma…”

Milan, Biglia attacca il Papu: “Doveva scusarsi in campo. Non siamo amici, ma…”

A distanza di quasi due settimane, il regista rossonero commenta l’intervento del gioiello dell’Atalanta

di Redazione ITASportPress

La telenovela tra Lucas Biglia e Alejandro Gomez sembra proprio non voler finire. Era la penultima giornata di campionato, quando nel corso della sfida tra Atalanta e Milan, il Papu si era reso protagonista di un brutto fallo nei confronti del connazionale, appena rientrato da un importante infortunio alla schiena. Da quell’episodio sono scaturite numerose polemiche.

A seguito dell’episodio, infatti, in molti hanno criticato l’intervento del gioiello atalantino accusandolo addirittura di aver colpito il regista rossonero sperando di poter trovare un posto in nazionale. Anche Sergio Aguero aveva dichiarato: “Fossi stato in Biglia mi sarei arrabbiato parecchio e lo avrei aspettato nel tunnel per chiedergli, stringendolo, se lo avesse fatto di proposito o meno”. Al contrario, Diego Armando Maradona aveva difeso il Papu, affermando “È molto facile parlare, minacciare, ma alla fine nessuno cercherà nessuno. Credo che il Kun e tutti quelli che lo hanno criticato gli debbano delle scuse. Penso che non sia stato in mala fede.” Anche Gomez era intervenuto sulla questione, dichiarandosi stanco dei continui attacchi ricevuti e sottolineando di non aver fatto a posta.

Ora, a distanza di quasi due settimane, ad alzare la voce è proprio il centrocampista del Milan, che ai microfoni di Olè ha dichiarato: “Sinceramente mi sarei aspettato le sue scuse in campo o subito dopo ma fa niente, preferisco guardare avanti. Non siamo amici, ma giochiamo pur sempre per la stessa nazionale. Contano poco le scuse su Instagram. Io non uso i social. Viola, il giocatore del Benevento che mi causò il precedente infortunio venne a trovarmi in ospedale – queste le parole di Biglia, che ha poi continuato – Sentii lo stesso dolore ed ebbi paura di essermi rotto nuovamente. Quella sera tornai a casa e mi misi a lavorare con il fisioterapista alle 5 del mattino. Era un momento difficile, la squadra aveva bisogno di me e Gattuso mi disse che aveva intenzione di farmi giocare in una partita fondamentale per la qualificazione europea: non ho avuto il minimo dubbio. Adesso contano solo i Mondiali: daremo la vita per raggiungere la vittoria”.

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