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Decisioni

Riapertura stadi, distanziamento di 1 mt. è ostacolo per il 50% della capienza

(Getty Images)

La Figc cerca una soluzione alternativa ma ci sono margini ridotti

Redazione ITASportPress

Crisi economica e difficoltà gestionali sono gli argomenti principali che hanno spinto il presidente federale Gravina a trovare delle soluzioni per creare le condizioni migliori per svolgere l’attività sportiva in maniera programmata. La questione spinosa riguarda la riapertura degli stadi che darebbero ossigeno alle società. Con il green pass ci saranno i tifosi ma c'è un tetto visto che non si potrà superare il 50% della capienza. Ieri aprendo i lavori del Consiglio, Gravina ha sottolineato come la FIGC, raccogliendo le istanze delle Leghe, abbia avanzato al Governo la richiesta di valutare il distanziamento a scacchiera nelle regole per il riempimento degli stadi al 50% previsto dall’ultimo DPCM. Nel decreto il distanziamento interpersonale resta di un metro. In questo modo la capienza non potrebbe mai arrivare al 50, ma tornerebbe ad essere tra il 25 e il 30%, poco più di quanto già consentito.

DAL PINO - Il presidente della Lega A Paolo Dal Pino, ha lanciato un nuovo allarme: «Il nostro settore non ha ricevuto alcun ammortizzatore, i club vivono una situazione di mancati introiti causati dalla pandemia senza precedenti e ci si propone uno scenario in cui mancheranno altri soldi alla ripresa. Abbiamo bisogno che vengano adottate misure di respiro per i bilanci, non è possibile continuare a sostenere costi certi davanti a ricavi incerti, è troppo penalizzante». E Gravina, che definisce il 50% una misura «non soddisfacente», è d’accordo: «Dispiace che al calcio italiano, che effetti tanto importanti ha sul Paese dal punto di vista economico e sociale, non venga riconosciuta la giusta dignità dallo Stato. E non mi riferisco tanto ai ristori, quanto alle difficoltà nel consentire la ripresa da una delle crisi più profonde dalla sua costituzione».

INTERPRETAZIONE NORMA - Come riporta oggi la Gazzetta dello Sport, sulla riapertura degli stadi sono in corso da giorni contatti tra Federcalcio, Lega ed esponenti del Governo, dal Sottosegretario Vezzali (rientrata ieri sera da Tokyo) al ministro dello Sviluppo Economico Giorgetti e quello della Salute Speranza, fino al premier Draghi. Proprio ieri mattina il problema è stato sottoposto all’attenzione di Palazzo Chigi e del Cts, vagliando possibili soluzioni. Il decreto ormai è in Gazzetta Ufficiale, ma sono ancora diversi i nodi da sciogliere oltre a quello degli stadi. Modificarlo è possibile, ma ridurre il distanziamento per le partite implicherebbe farlo anche per le altre attività, circostanza che al momento appare più che difficile. Si potrebbe però andare verso a un’interpretazione diversa della norma, più che a una sua modifica.

 Dal Pino (Getty Images)
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