Tacopina: “Voglio portare il Catania in Serie A. Con direttore Gardini, club etneo farà il percorso dell’Atalanta”

Svela il progetto l’avvocato italo-americano che vuole acquistare il club etneo

di Redazione ITASportPress

Ottanta giorni dopo aver salvato il Catania dal fallimento, i componenti della Sigi hanno aperto le porte all’avvocato italo americano Joe Tacopina che oggi ha presentato una offerta ufficiale per acquisire il club etneo. Questo pomeriggio, alle 16 l’ex proprietario del Venezia ha incontrato i giornalisti in un noto albergo della centralissima via Etna per un saluto ma anche per spiegare i passi avanti per l’operazione Catania.  Tacopina ai microfoni di Itasportpress.it ha illustrato i progetti del suo gruppo.

Due mesi di lavoro

Tacopina
Tacopina (getty images)

“Ci sono voluti due mesi di lavoro prima di addivenire a questa offerta che si compone di tre opzioni: una per il 100% del club e le altre due come quota di partecipazione. Io ho in mente un grande progetto perchè questa città merita una squadra in Serie A avendo tifosi incredibili. I tempi della risposta della Sigi? Ci siamo dati due settimane ma sono ottimista. Non sono venuto in vacanza qui ma per un progetto serio. Ho grande rispetto per il club e per i tifosi del Catania e l’unica cosa che ho in mente è di riportare il club in alto e di farlo diventare come l’Atalanta”.

Gardini

“Sullo staff tecnico non possiamo dire ancora nulla, ci penseremo dopo se prenderemo il club etneo. Ho avuto dei manager di alto livello nelle mie precedenti esperienze e a Catania potrebbe arrivare Giovanni Gardini, ex “chief football administrator”dell’Inter. Dopo Venezia ho avuto la possibilità di prendere due club in Serie A ma il progetto Catania per me è entusiasmante e affascinante. Per certi versi somiglia a quello del Bologna visto che anche in quella occasione serviva riportare entusiasmo”.

Chi è Gardini

Gardini è nato nel 1964 a Londra (parla fluentemente inglese e francese), è sposato, ha iniziato con il calcio a Padova (prima segretario generale, poi direttore generale), laureato in Legge a Bologna (tesi in diritto penale). Alla Lazio, da direttore organizzativo, ha allacciato il rapporto umano e professionale con Roberto Mancini. Rapporto che è continuato e continua tuttora. Poi sono arrivate le esperienze con Treviso e Livorno nelle vesti di direttore generale poi l’Hellas e Inter. Grande esperienza, poco amante della ribalta ma deciso nell’affrontarla quando serve ed è necessario.

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