Juventus, un mercato a cui è difficile replicare

di Redazione ITASportPress

Nel corso delle ultime stagioni la Serie A è stata dominata da una squadra sola, capace di vincere quattro scudetti consecutivi, diversi l’uno dall’altro per meriti ed avversari; La Juventus può, dati alla mano, essere definita la dominatrice assoluta del nostro campionato e, da quest’anno, anche una protagonista di primissimo piano in campo europeo.

UN MERCATO IMPORTANTE Appare, tuttavia, quasi riduttivo attribuire i meriti esclusivamente ai giocatori ed agli allenatori, quasi come se le vittorie dei bianconeri fossero state determinate solo e soltanto dal campo; questi successi rappresentano anche l’esempio di come vada amministrata e gestita una società vincente. Una particolare nota di merito va, in primis, a Giuseppe Marotta (amministratore delegato e direttore generale del club) ed al direttore sportivo Fabio Paratici, i quali hanno tracciato , negli ultimi anni, il sentiero da seguire per riportare in alto il calcio italiano. La dirigenza juventina ha, in particolare, sbaragliato la concorrenza operando delle intelligenti scelte sul mercato che le hanno permesso, attraverso un brillante mix di intuizioni ed operazioni a costi relativamente contenuti, di ricostruirsi e consolidarsi in campo nazionale ed internazionale. Anche in questa sessione di mercato i bianconeri hanno continuato ad eccellere riuscendo ad assicurarsi, con notevole e determinante anticipo, i migliori giovani che il nostro movimento calcistico è in grado attualmente di proporre.

QUEL CHE RESTA DELLA CONCORRENZA Ad oggi (teniamo conto del fatto che il mercato deve ancora aprirsi ufficialmente) pochi altri club italiani sono stati in grado di replicare in maniera efficiente alle mosse di mercato del duo dirigenziale bianconero ed il gap rischia sensibilmente di aumentare. L’Inter e la Roma sembrano essere, fino ad ora, le due società con le idee più chiare e con il denaro giusto per rinascere: i nerazzurri hanno rafforzato (e non poco) l’asse centrale con un duo difensivo, composto da Murillo e Miranda, apparentemente solido e certamente non privo di esperienza internazionale, un formidabile tuttocampista come Geoffrey Kondogbia (si può discutere sull’adeguatezza delle cifre ma non sul valore del giocatore) e rinnovando il contratto al vincitore del titolo di capocannoniere dell’ultimo campionato (Mauro Icardi). I giallorossi, partendo comunque da una base più solida, hanno riportato a casa un profilo interessante come Bertolacci (dubbia, a dire il vero, la sua permanenza nella capitale) ed hanno acquistato dal Genoa un esterno di livello come Iago Falque (liberandosi, peraltro, di un Gervinho ormai lontano parente del tornante scatenato che avevamo apprezzato in passato). Sulle altre presunte big sono, invece, doverose delle riserve, in particolare riguardo il Milan e la Fiorentina sul cui mercato aleggiano, per il momento, delle problematiche non indifferenti. I rossoneri, in compenso, sembrano aver a disposizione un importante capitale (una cifra, momentaneamente fornita da Fininvest, che si aggira intorno ai 70 milioni di euro) e toccherà a Galliani utilizzarlo al meglio, evitando di replicare le recenti delusioni sul mercato. Il Napoli è difficilmente giudicabile data l’inversione totale per quel che concerne la guida tecnica: Maurizio Sarri è, infatti, un uomo meno mediatico di Benitez, un signore che parla un linguaggio di campo e pretende calciatori che lo comprendano, che corrano per le sue idee e non ne dubitino; bisognerà soprattutto capire chi lo seguirà e chi andrà via (Higuain?), chi arriverà e chi sarà protagonista (Immobile?) in un Napoli che vuole tornare a stupire con meno promesse e più lavoro quotidiano. La Lazio potrà, indubbiamente, confermarsi a patto che resista alle avances dello United per i suoi gioielli o sappia, per lo meno, trovare i profili giusti per sostituirli; da valutare, inoltre, la capacità di gestire un eventuale doppio impegno in Champions League.

SOLIDAMENTE AL COMANDO La Juventus, intanto, se ne sta lì, sorniona, in attesa, perché le sue mosse le ha già fatte garantendosi un importante futuro con Dybala, Rugani, Berardi, Zaza, valorizzando Morata, acquisendo Khedira (un altro centrocampista con delle caratteristiche ideali per far bene in Italia) e Mandzukic. L’unico dubbio è, appunto, costituito dall’effettiva capacità dell’attaccante croato di sostituire Carlos Tevez: l’ex Atletico Madrid ha, infatti, caratteristiche diverse dall’argentino (il reale sostituto, dal punto di vista tecnico, dell’Apache sarà Paulo Dybala) ma dovrà garantire quel peso specifico internazionale che i talentuosi giovani juventini potrebbero non fornire nell’immediato (per questo non è da escludere un ulteriore intervento sul mercato).Un solo piccolo dubbio, troppo poco per poter consolare la concorrenza la cui unica speranza, ad oggi, sembra rinvenibile nella legge dei numeri: sperando che la Juve non possa, davvero, vincere per sempre.

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