L’ultimo treno di Pulvirenti. Cosa rimarrà  del Catania?

di Redazione ITASportPress

Alle 7.15, mentre il catanese sorseggia il caffè, prima di andare a lavoro, ecco la notizia che sconvolge l’estate sportiva degli appassionati sportivi etnei. 

Nel corso di un’indagine coordinata dalla Dda di Catania, vengono arrestati il presidente del Catania, Pulvirenti, l’amministratore delegato, Cosentino, l’ex direttore sportivo, Delli Carri e altri quattro persone tra procuratori e agenti di scommesse online con l’accusa di truffa

Un’indagine clamorosa che esplode al termine di una stagione sofferta con la salvezza conquistata solo all’ultima giornata dopo i proclami di inizio stagione di una pronta risalita in Serie A. Già, la stagione appena passata. Forse la più incredibile della storia pluridecennale della società rossazzurra con un’appendice amara, amarissima per i tifosi, le vere ‘vittime’ di questo vortice giudiziario.

Le accuse, le intercettazioni, i video sono sotto gli occhi di tutti. Non c’è bisogna di aggiungere altro a quello che già sta facendo (bene) la magistratura (da aggiungere che la procura di Catania ha potuto utilizzare le intercettazioni grazie alla nuova legge sulla frode sportiva approvata in via definitiva lo scorso ottobre)

La giustizia sportiva farà il suo corso e se saranno accertate delle responsabilità è giusto che si paghi, anche duramente.

Sembrerà banale scriverlo, ma è sempre bene precisarlo. Pulvirenti e compagnia rischiano grosso, ma avranno modo di difendersi nel processo (e speriamo non dal processo) che andrà in scena nelle prossime settimane, dopo l’indagine condotta dal procuratore generale Palazzi.

Ci sarà anche un’appendice extra-sportiva con il procedimento penale, ma questa non è materia del nostro giornale malgrado possano esserci evidenti ricadute sul futuro della società rossazzurra. E un pensiero va anche alle tante persone che lavorano all’interno della società che ogni giorno hanno dato tanto alla causa rossazzurra dimostrando grande professionalità.

Adesso però il treno di Pulvirenti è deragliato e sembra diretto verso il burrone. La Lega Pro, evitata per un pelo, potrebbe tramutarsi in realtà attraverso la sentenza della giustizia sportiva.

E la parabola del Catania di Pulvirenti sembra anche quella della sua vita. Con in tasca il diploma di ragioniere e tanta buona volontà, Pulvirenti inizia la sua scalata ai vertici. Prima l’acquisto di un ex punto vendita della Standa, poi trasformato nel primo hard discount di Sicilia, i punti vendita Fortè. Poi l’aviazione civile e l’avventura di Windjet finita nel peggiore dei modi: un concordato di tipo liquidatorio con cessione integrale dei beni, 180 milioni di debiti e 500 dipendenti rimasti a casa. Al Catania ci arriva nel 2004 comprandolo da Gaucci, poi nel 2006 arriva la Serie A e addirittura la rivista ‘Capital’ lo elegge l’imprenditore dell’anno

Per quasi dieci anni il Catania è in Serie A dando anche spettacolo e sfiorando addirittura l’Europa nel 2013. Poi il lento, inesorabile declino. Fino al 23 giugno 2015, la data che segna la caduta di Pulvirenti. Cosa rimarrà del Catania? Ci vorrà una lunga estate per scoprirlo. 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy