SASSUOLO, il talento di Berardi brilla già  tra i grandi

di Redazione ITASportPress

Domenico Berardi calciatore italiano dell’under 21 e adesso a titolo definitivo  un calciatore del Sassuolo, il quale l’ha riscattato dalla Juventus per 10 milioni di euro, è stato protagonista di grandi stagioni con la maglia dei neroverdi e ha disputato anche se per poco un ottimo europeo under 21.

Ovviamente quando sei un giovane talento, e stai facendo la differenza nel club che ti ha portato in serie A, i paragoni sono d’obbligo, e molti appassionati di calcio cominciano a chiedersi a chi possa somigliare di più, tra Del Piero e Totti.

La risposta non è del tutto semplice, perché l’attaccante calabrese sicuramente ha preso molta ispirazione dai due calciatori, visto che nei loro anni migliori, il giovane “Mimmo” stava percorrendo la strada per arrivare ad essere un calciatore di serie A, ed avrà cercato in tutti i modi di emulare le doti migliori dei due fuoriclasse. Se dovessimo pensare seriamente però alle similitudini, si può dire che da Totti sicuramente ha preso la visione di gioco, e da Del Piero il modo di calciare il pallone.

Seguendo il giocatore del Sassuolo, è facile notare, che predilige stare un po’ più indietro rispetto all’area di rigore, proprio come il romanista, e cerca spesso di fornire assist ai compagni, in questa stagione ad esempio ha effettuato 10 assist ed ha servito 49 occasioni da gol ai compagni, e questo ci fa pensare a Francesco Totti, il quale è sempre stato bravissimo ad aprire il gioco e a mettere i compagni nella condizione di segnare. Il modo di calciare le punizioni è molto simile a quello dello juventino, infatti così come “Pinturicchio”, anche Berardi pennella morbide traiettorie sopra la barriera difficili da prendere per i portieri.

Anche quando decide di inserirsi in zona gol e segnare, le sue movenze nello stretto e nella capacità di girarsi fanno pensare ad Alex Del Piero, infatti a differenza del capitano della Roma, Berardi predilige più i tiri piazzati “alla Del Piero”, che quelli di potenza a cui ci ha da sempre abituati il Pupone.

Una differenza importante con i due campioni sta nella capacità realizzativa del calciatore calabrese, di fatti a parità di età, Berardi con i suoi 31 gol in due stagioni di serie A, ha segnato molto di più rispetto i due fuoriclasse che nelle loro prime due stagioni non sono mai arrivati in doppia cifra. Continuando a questi livelli, sicuramente avrà buone possibilità di raggiungere quelle due leggende con il numero 10, ma come ha capito bene la Juventus, lasciandolo al Sassuolo, la troppa fretta di crescere potrebbe bruciare il suo talento.

Trovare una somiglianza esclusiva con uno dei due, è sicuramente una forzatura, il ragazzo ha ancora molto da dimostrare, e non ha ancora definito il suo modo di giocare, che come la storia ci insegna, è sempre in continuo cambiamento nei calciatori.   

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