Pallanuoto, inchiesta dell’Espresso fa tremare Len, Federnuoto e Barelli

In Svizzera è sotto indagine la Len, federazione europea da lui presieduta. Giusto alla vigilia della sua rielezione alla Federnuoto italiana

di Redazione ITASportPress

Il tema più controverso nel mondo dello sport è quello delle norme sul limite mandati. Nel Testo unico dei decreti attuativi c’è un preciso indirizzo del ministro dello Sport Spadafora che vieta la ricandidatura del presidente di lungo corso come nel caso di Paolo Barelli al vertice della Federnuoto da 20 anni, ma anche della Len. Proprio la gestione della federazione europea di nuoto è oggetto di indagini in Svizzera e le cui conseguenze potrebbero coinvolgere anche l’Italia. Per fare luce sulla vicenda, che potrebbe travolgere Barelli, stanno lavorando gli investigatori del Dipartimento frodi e riciclaggio di denaro della Procura penale svizzera del Canton Vaud. Il giornale l’Espresso ha cercato di indagare sulla vicenda che vede una girandola di appalti, sponsor e consulenze. Si mette in evidenza la presunta elargizione di soldi e favori dalla Federnuoto a persone e società vicine a presidente Barelli, ipotesi tutta da verificare ancora. La novità sul fronte giudiziario ha già avuto l’effetto di rompere il fronte dei dirigenti della federazione europea, che finora avevano fatto quadrato a difesa del presidente italiano. Ogni anno la Federnuoto riceve oltre 13 milioni di fondi pubblici destinati a finanziare un terzo di un bilancio che vale circa 40 milioni. L’inchiesta giornalistica dell’Espresso, è stata riportata integralmente dal giornale online Waterpoloitaly.com.

 

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