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FISCHIETTO

Arbitro Maresca: “Non vogliamo essere protagonisti. Noi in tv? Se l’AIA lo riterrà opportuno…”

Maresca (getty images)

Parola al fischietto

Redazione ITASportPress

Dopo le polemiche del weekend di Serie A per alcune scelte arbitrali, Il Mattino ha intervistato l'arbitro Fabio Maresca, fischietto e presidente della sezione Aia di Napoli che proprio quest'anno festeggia i 100 anni della sua fondazione.

RUOLO - "Siamo consapevoli che spesso è anche un gioco delle parti, ci dispiace quando vengono messe in dubbio la nostra professionalità e la nostra buona fede. Siamo spietati con noi stessi molto più di quanto non si pensi", ha detto Maresca. "Noi permalosi? Perché fin da piccoli siamo abituati a difenderci. Mettersi sulla difensiva può sembrare un atteggiamento permaloso ma non lo è. Spesso in campo è una lotta impari, se vengono in cinque a protestare, non ci può essere dialogo. Gasperini chiama gli arbitri in tv? Qualcuno di noi ci è già stato, se l'Aia lo riterrà opportuno per noi non ci sono difficoltà a spiegare le nostre decisioni ma soprattutto a farci conoscere meglio".

VAR E POLEMICHE - "La centralità del ruolo dell’arbitro è il principio fondamentale. Il VAR è uno strumento chiave e non si torna indietro ma deve intervenire solo quando c’è un chiaro ed evidente errore. La lettura, l’interpretazione della gara e la capacità decisionale devono restare in mano all’arbitro sul terreno di gioco perché è lui che ci mette la faccia nel bene e nel male. Polemiche fuori dal campo? Non vogliamo essere protagonisti, un arbitro deve diventarlo solo se chiamato a prendere una decisione difficile o impopolare. Certe polemiche sono strumentali e vanno al di là del singolo episodio. Sospettare che ci sia qualcosa dietro ci fa solo sorridere", ha concluso Maresca.

 Maresca (getty images)
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