Consigli si racconta: “Al Sassuolo niente Fantacalcio, siamo malati di FIFA. La partita che non dimenticherò mai è…”

Consigli si racconta: “Al Sassuolo niente Fantacalcio, siamo malati di FIFA. La partita che non dimenticherò mai è…”

“L’esultanza alla McGregor? Gli sport da combattimento sono i miei preferiti”

di Redazione ITASportPress

Andrea Consigli si racconta e lo fa nel corso di una diretta Instagram in compagnia dei sostenitori e followers. Il portiere del Sassuolo ha risposto alle domande dei tifosi neroverdi raccontando alcuni dettagli della sua vita calcistica e non.

RIGORI – L’estremo difensore è tra i migliori para-rigori della Serie A, tanti i tiri dal dischetto stoppati: “Migliori rigori parati? Ricordo quello contro Ronaldinho a Milano. San Siro era lo stadio dove avevo sempre sognato di giocare perché da piccolo andavo a vedere le partite proprio lì, è stato bellissimo. L’altro che ricordo con maggiore piacere, per il momento storico e per il momento della partita, è stato quello a Lucerna nei preliminari di Europa League sull’1-1: fu la prima storica qualificazione in Europa League del Sassuolo”. E la conseguenza di un rigore parato è l’esultanza alla McGregor: “Dopo il calcio, gli sport da combattimento sono i miei preferiti. La prima volta che ho visto la UFC, ho apprezzato McGregor che non era ancora la star di adesso. Lui fa questo tipo di camminata e mi piace esultare così dopo aver parato un rigore, dato che non posso esultare dopo un gol fatto”.

INDIMENTICABILE – “La partita che non dimenticherò mai? Cagliari-Atalanta perché ho parato due rigori nella stessa gara, entrambi nel primo tempo, e nel secondo ho preso una ginocchiata in testa da un mio compagno e sono finito all’ospedale. Sono passato dalle stelle per aver parato due rigori all’ospedale a Cagliari, quindi partita indimenticabile”, ha detto Consigli.

SASSUOLO – Sul suo rapporto con la città, il pubblico neroverde e i compagni: “Da quando sono arrivato qui non siamo mai rimasti soli. I tifosi ci sono sempre stati, anche in Belgio, a Udine e Crotone, le trasferte scomode…”. E sui momenti più belli vissuti con la maglia del Sassuolo: “Tutta la cavalcata che ci ha portato ai preliminari di Europa League è stata indimenticabile, mi ricordo la vittoria a Frosinone che ci stava garantendo il settimo posto. La partita a Belgrado contro la Stella Rossa, l’1-1 che ci ha permesso di entrare di diritto ai gironi di Europa League e la vittoria all’esordio con l’Athletic Club. Il rimpianto è quello di non aver superato il turno, anche per via di tanti infortuni, ma è stata una gioia indescrivibile”.

CURIOSITA’ – Dal campo al calcio virtuale: “Fantacalcio? Io non ho mai fatto un Fantacalcio in vita mia e non mi interesso nemmeno. Ogni tanto sento due o tre che ne parlano, ad esempio Caputo e Peluso, non con malattia però. La malattia vera nel nostro spogliatoio è FIFA, che prende i giovani fino a un insospettabile di quasi 40 anni. Quindi più che il Fantacalcio, togliete FIFA dalla casa dei giocatori del Sassuolo (ride, ndr)”.

PORTIERI -Una battuta anche sui portieri e sui migliori in circolazione: “Del passato dico Buffon perché siamo cresciuti con il suo esempio, un ragazzo di 17 anni che è diventato un fenomeno. Nel presente dico Alisson perché copre gli spazi, gioca con i piedi ed è fortissimo tra i pali”.

CORONAVIRUS – Spazio inevitabilmente all’emergenza coronavirus soprattutto alla situazione di Bergamo: “Sento ancora degli amici di Bergamo, la situazione è molto delicata, è molto difficile perché quasi ogni famiglia ha avuto a che fare con il virus, tra parenti e amici. Gli ospedali sono in difficoltà. Questo è un momento triste per tutti noi. Ci potrebbe insegnare che a volte diamo spazio a cose superflue, pensiamo ai soldi, al benessere, a tante cose. Questo momento però può essere una fortuna per stare in famiglia. Bisogna ringraziare i veri eroi, chi si allontanano dalla propria famiglia, ovvero i medici, i farmacisti, chi lavora nei supermercati: stanno tenendo in piedi un Paese e li ringrazio col profondo del mio cuore, mi fanno sentire orgoglioso di essere italiano. Non vedo l’ora che tutto questo finisca per poterci riabbracciare di nuovo e per stare con le persone a cui vogliamo bene. Un grande in bocca al lupo a Bergamo, a Brescia e a tutte le persone colpite da questo dramma, sono sicuro che ci rialzeremo!”.

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