De Zerbi lancia il suo Sassuolo: “Voglio l’Europa. Boga? Solo Messi meglio di lui a saltare l’uomo. Su Locatelli e Berardi…”

Il tecnico neroverde ambizioso e senza limiti in vista di questa stagione

di Redazione ITASportPress

Roberto De Zerbi si racconta a 360 gradi. Il tecnico del Sassuolo, protagonista di un grandissimo avvio di stagione con il secondo posto in classifica, ha concesso un’intervista a Repubblica raccontando alcuni segreti e ambizioni della sua squadra ad incominciare dagli obiettivi stagionali.

De Zerbi: Europa, giocatori e stile

De Zerbi
Roberto De Zerbi (Getty Images)

Nessun pelo sulla lingua per mister De Zerbi che lancia subito il guanto di sfida con l’obiettivo del suo Sassuolo: “Non ho problemi a dichiarare le mie ambizioni. Se il campionato scorso siamo arrivati ottavi, quest’anno vogliamo conquistare un posto in Europa. Il Sassuolo sta migliorando, ma ha bisogno che almeno una delle prime sette buchi la stagione”. E suoi sui uomini: “I nostri giocatori sono stati scelti uno per uno, nessuno è qui per caso. Boga è arrivato che non sapeva relazionarsi né con i compagni né con la porta, ma quanto a capacità di saltare l’uomo io gli metto davanti Messi e poi… dovrei pensarci. Ora gioca con la squadra e se ne sono accorti tutti. Locatelli è il miglior centrocampista italiano e se pensiamo all’ultima sfida della Nazionale in Olanda: aveva davanti Wijnaldum, una colonna del Liverpool, eppure l’ha sovrastato”.

“Berardi? Il suo caso si capisce solo vivendolo e conoscendolo come persona. Domenico è un ragazzo genuino, consapevole della sua forza ma anche del fatto che è il suo ambiente a conferirgliela. I suoi amici, i suoi affetti. Domenico è spiazzante, perché siamo abituati a un mondo in cui tutti vogliono salire di più, brillare di più, guadagnare di più. La sua permanenza felice al Sassuolo va contro le regole”.

Ancora sulle ambizioni del Sassuolo e lo stile di gioco e di allenamento: “Senza l’Europa, il ciclo di questo gruppo sarebbe concluso e l’anno prossimo si dovrebbe ripartire su basi nuove. È un campionato molto anomalo, le coppe ogni settimana incidono moltissimo, non credo che ritroverà una normalità prima dell’anno nuovo. Noi dobbiamo approfittarne, giocare una partita alla settimana è un indubbio vantaggio. Comunque diciamo pure che non firmo nulla, nemmeno per il 4° posto. Anche perché mi toglierei tutto il divertimento di una stagione da decifrare. Senza pubblico, poi, è come combattere a mani nude quando sei abituato a un duello con le armi da fuoco”.

A proposito di futuro: “Non è assolutamente detto che me ne vada, anzi. Potrei trovare molto stimolante giocare in Europa col Sassuolo, o magari impostare il nuovo ciclo”. “Seguo il calcio di Guardiola? Si può dire che seguo diversi suoi principi, quelli del gioco posizionale. Raggiungere l’uomo smarcatosi al di là della linea avversaria. Volendo schematizzare, i tre cardini che mi interessano sono la tecnica individuale, senza la quale non puoi palleggiare nella tua metà del campo, la comprensione del gioco, che passa anche attraverso concetti come la postura giusta nel ricevere e il passaggio preciso sul piede forte del compagno, e infine il coraggio di accettare l’errore”.

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