Gavilucci consiglia: “L’Aia deve comunicare di più con le società”

Il parere dell’ex arbitro

di Redazione ITASportPress
Var

Anche la stagione in corso non è stata priva di episodi in cui gli arbitri sono stati loro malgrado protagonisti con decisioni discutibili. A destare più di una perplessità è il metro di giudizio adottato in alcune circostanze e l’utilizzo del Var.

OPINIONE

L’ex arbitro Claudio Gavilucci ha espresso le sue perplessità sull’argomento a Radio Punto Nuovo: “Per far regnare la trasparenza c’è bisogno di una maggiore comunicazione da parte dell’Aia, la strada intrapresa da Rocchi è quella giusta. Il male peggiore è la mancanza di cultura sull’argomento. Ascolto molti commenti di ex calciatori ed anche ex arbitri che non hanno mai utilizzato la Var. Io stesso che sono fuori dal calcio d’élite da solo 2 anni, anche se ho utilizzato la Var per due stagioni, non posso essere aggiornato sull’utilizzo corretto e sulle disposizioni impartite dal designatore per il campionato in corso, come un mio collega che lo usa tutte le settimane. L’Aia dovrebbe informare settimanalmente prendendo spunto da episodi avvenuti in campo, quelli che sono le interpretazioni delle regole. Quando vedo i presidenti che si lamentano, mi viene da sorridere, perché gli stessi presidenti non capiscono che per avere spiegazioni e miglioramenti c’è necessità di parlare la stessa lingua degli arbitri”.

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