Genoa, Behrami: “Vorrei finire qui la carriera. Coronavirus? Male che non fa distinzioni, ma non è come la guerra…”

Genoa, Behrami: “Vorrei finire qui la carriera. Coronavirus? Male che non fa distinzioni, ma non è come la guerra…”

“La chiamata del presidente Preziosi ha rappresentato un momento incredibile”

di Redazione ITASportPress

Lunga e interessante intervista rilasciata da Valon Behrami, centrocampista del Genoa, ai microfoni de Il Secolo XIX. Il calciatore affronta come il resto della squadra l’isolamento per l’emergenza coronavirus e attende di poter tornare in campo anche a seguito del recupero dall’infortunio: “Ora sto bene. Dagli accertamenti non era emerso nulla di serio e non ho avuto bisogno di un recupero specifico. Sono a Udine, mi sono allenato secondo le indicazioni del club. E mi sono dedicato a nuove attività come curare il giardino o sistemare la palestra. Tutte cose che farò anche dopo che terminerà la quarantena”.

MOMENTO – La pandemia da Covid-19 è stata paragonata ad una guerra, ma Behrami in tal senso non è d’accordo avendo vissuto questo dramma in Kosovo: “La guerra ti porta a odiare qualcuno che magari ti ha portato via una parte della tua famiglia, è un sentimento diverso, mentre mai come ora l’essere umano può riuscire a raccogliersi insieme contro lo stesso “nemico”. Detto questo, non vedo un aspetto positivo ma se proprio bisogna cercarlo, noto che chiunque si trova nella stessa condizione, per una volta senza distinzioni”.

CALCIO – Sul ritorno al Genoa e la voglia di terminare la carriera in Liguria: “La chiamata del presidente Preziosi ha rappresentato un momento incredibile: il Genoa era un desiderio che avevo da tempo dentro di me, ma mi ripetevo che mai avrei avuto la fortuna di poter, diciamo così, “chiudere il cerchio” dove la mia carriera era iniziata”, ha ammesso il classe 1985. “A settembre avevo lasciato il Sion: scelta coraggiosa ma piena di incertezze. Ero solo sicuro di avere ancora voglia, fame, passione per rimettermi in gioco come ho sempre fatto nel corso della mia carriera da giocatore. Qui più che una rivincita l’ho vissuta come quella sfida che ti riaccende come persona. E il sogno più romantico è finire dove tutto ha avuto inizio“.

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