Giampaolo: “Alla Sampdoria anni intensi e formativi. Il mio sogno è sempre stato…”

“Sarri? Uno dei migliori insegnanti di calcio a livello europeo”

di Redazione ITASportPress
Giampaolo

Marco Giampaolo, ex allenatore della Sampdoria, e prossimo ad accomodarsi alla guida del Milan, è stato premiato oggi dall’Associazione Italiana Allenatori Calcio di Arezzo con il Timone d’Oro. A margine del’evento il tecnico ha affrontato diversi temi importanti dell’attualità calcistica, compresi il suo passato e il suo futuro.

SAMPDORIA – L’addio ufficiale alla Sampdoria dovrebbe aver spalancato le porte del Milan a Giampaolo. Il tecnico ha solo parole d’affetto e di stima nei confronti dell’esperienza ligure: “Sono stati tre anni intensi, formativi, dove ho avuto la possibilità di lavorare nella costruzione di una idea, un pensiero calcistico. La società mi ha messo nelle condizioni ideali di allenare e ho avuto la fortuna di allenatore giocatori importanti, che anche oggi sono nei migliori club di Italia ed Europa. Quindi è stato formativo, il tutto in un ambiente dove si può lavorare davvero bene”.

SERIE A E SARRI – Spazio all’attualità calcistica, al campionato italiano e al ritorno in Serie A di Maurizio Sarri: “Il campionato italiano negli ultimi anni è diventato più difficile, è cambiata la mentalità con cui gli allenatori vanno a giocarsi le partite, anche le piccole hanno assunto la mentalità giusta. Poi la differenza la fanno sempre i calciatori di alto livello, ma alcune volte le idee possono ridurre il gap“. E su Sarri: “”Maurizio è uno dei migliori insegnanti di calcio a livello europeo, è uno studioso, è uno che ricerca, si è fatto da solo. Ha dedicato la sua vita al calcio, alla ricerca delle innovazioni, c’è grande stima da parte mia e si è meritato tutto quello ha conquistato. Lui e Conte tornano dopo esperienza importanti all’estero, parliamo di due allenatori che lo hanno dimostrato in maniera tangibile”. E su quello che, per molti napoletani, se non tutti, è stato definito tradimento: “Il tradimento è un concetto vetusto e superato, gli allenatori danno tutto per il club in cui lavorano, si consumano. È sempre la passione a predominare”.

SOGNO – “Il mio sogno è sempre stato quello di divertirmi allenando una squadra di calcio. Quando questo perde l’aspetto ludico e diventa pesante, ci son problemi. Poter allenare ‘divertendosi’ è già un sogno e io rincorro sempre quella condizione lì”. E chissà se la nuova esperienza al Milan non possa portare, oltre al divertimento, anche grandi soddisfazioni…

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