Gilardino non molla: “Il gol è la mia droga e punto a quota 200”

Lunga intervista alla Gazzetta dello Sport per il centravanti del Pescara

di Redazione ITASportPress

Stagione maledetta per Alberto Gilardino. Tra Empoli e Pescara, il campione del mondo nel 2006 ha visto poco il campo complice anche un infortunio al ginocchio. Il gol manca dal 15 maggio 2016: “Il gol è la mia droga. Cerco di non farne una malattia, però, e guardo avanti. A Palermo sono stato benissimo e sarei rimasto, ma il rapporto con il presidente non era semplice. Volevo più serenità. Ho avuto la possibilità di andare a Empoli, ma è stato un errore. Non c’entravo nulla con il gioco dell’Empoli. Pensavo che avrebbero cercato di sfruttare le mie caratteristiche. Ma non è successo. È stata una scelta sbagliata mia e loro”.

PESCARA“Oddo mi ha voluto fortemente. Però io mi sono fatto male alla prima partita e lui è stato esonerato. Ci tenevo a far bene, a ringraziare in campo il presidente Sebastiani, a rimettermi in gioco. Spero di rientrare in tempo per fare qualcosa di buono. Anche Zeman mi ha fatto capire di puntare su di me”.

TECNICI“Lippi è carismatico, Ancelotti splendido nella gestione del gruppo, Prandelli un maestro”.

RETI DA INCORNICIARE“Ne scelgo tre. Quello al Manchester nella semifinale di Champions del 2007, ricordo il boato di San Siro. Quello ad Anfield con la Fiorentina, ricordo il silenzio degli inglesi. Quello al Mondiale contro gli Usa, ricordo una gioia infinita”.

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