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IL PARERE

Inter, Marotta: “Derby spettacolo. Milan candidato allo scudetto ma noi ci siamo. Su Insigne…”

Inter Marotta (getty images)

Parla l'ad nerazzurro

Redazione ITASportPress

Beppe Marotta, amministratore delegato dell'Inter, ha parlato a Radio 1 nel corso di Radio Anch'Io Sport a proposito di diversi temi caldi dell'attualità calcistica italiana. In modo particolare del derby di ieri contro il Milan e della situazione del club nerazzurro.

Inter, parla Marotta

 Marotta Inter (getty images)

Si parte dal derby: "Un'occasione persa per recuperare? Prima di tutto voglio sottolineare lo spettacolo. La partita è stata vista in tantissimi Paesi. Una partita emozionante e una presenza dei tifosi davvero bella. "Il calcio è un fenomeno sportivo e sociale di grande aggregazione. Non dobbiamo dimenticarlo". Il rammarico nostro c'è. Ci abbiamo provato ma non ci siamo riusciti per meriti degli avversari", ha detto Marotta.

Sulla corsa allo scudetto: "Cosa può avere l'Inter più del Milan per la lotta scudetto? Siamo in una fase interlocutoria del campionato. Noi siamo la squadra che ha giocato 7 partite fuori casa e 5 in casa. Sono dettagli ma prima bisogna vedere alla fine del girone d'andata. Il Milan è cresciuto nell'era Pioli diciamo e ha raggiunto un livello massimo. Sta recitando un ruolo autorevole per lo scudetto. Da parte nostra sarà difficile ma ci proveremo. Dobbiamo onorare la maglia e lo scudetto che abbiamo sul petto". "Non abbiamo vinto scontri diretti? Un aspetto che va migliorato. Quello che ci conforta sono le prestazioni positive offerte. Non abbiamo sfruttato certe occasioni. Penso alla Juventus e alla Lazio ma anche a ieri dove abbiamo avuto certe occasioni non sfruttate. Dobbiamo essere più cinici".

In chiave mercato: "Mancato rinnovo Insigne? Noi siamo concentrati sul nostro gruppo. Diversi dei nostri sono campioni d'Italia e d'Europa e vanno dati i meriti. A gennaio non faremo cambiamenti credo. Ma per la programmazione futura siamo attenti".

Sul nuovo stadio di Inter e Milan: "Stadio nuovo? Se ne occupa Antonello ma credo che le cose stiano procedendo nel verso migliore. I due club hanno grande comunione di intenti. Si prosegue e mi auguro che si possa partire quanto prima. Lo stadio rappresenta un asset importante. Nell'ottica di una modernità, ospitalità e accoglienza sia una cosa importante".

Sul regolamento e sull'utilizzo del Var: "Regolamento? Spesso un po' ambiguo. Oggi la velocità non è quella degli anni 60 e penso che il regolamento debba essere migliorato. Sappiamo che l'IFAB fa le regole ma ha una componente importante anglossassone. Spesso ci sono dei personaggi che non sanno molto le dinamiche di gioco. Noi proviamo ogni tanto a dire la nostra ma non è facile". "VAR? Tutte le classi dirigenziali italiane sono favorevoli alla tecnologia per eliminare gli errori. Il VAR non basta spesso ma bisogna proseguire su questa strada. Bisogna cercare di sfruttare al meglio la tecnologia dando certezza all'arbitro".

Sulla situazione finanziaria del calcio internazionale e dell'Inter: "L'impatto della pandemia da noi è stato di circa 100 milioni. Nel nostro interno bisogna mitigare il costo del lavoro che è altissimo rispetto ai ricavi. Ma il rimedio è un modello diverso, sia al nostro interno ma soprattutto deve essere esterno. Abbiamo bisogno che in Italia la politica porti attenzione al nostro mondo sulla fiscalità. Non vuol dire solo ristori ma la rateizzazioni delle tasse. Io credo che il problema non sia economico ma finanziario".

"Il nostro futuro con Suning? Assolutamente sì. La proprietà e il presidente hanno utilizzato tanti milioni e continuano a confermare la volontà di proseguire con un modello di sostenibilità interna. Questo significa una forte competenza interna. Noi non dispensiamo illusioni ma diciamo le cose come stanno".

"Superlega? Penso sia nata come grande campanello di allarme per un modello che non garantiva più sostenibilità. Questo campanello d'allarme deve portare ad un modello europeo che riesca a fare questo. Per esempio i calendari andrebbero fatti considerando i rischi d'impresa considerando compensi più alti. La Uefa ha varato tre tornei. Se questo calcio rende è giusto che anche i club abbiano la loro parte".

"Un pensiero alla Sampdoria? Ho un trascorso di 9 anni. Mi auguro possa riprendersi. Ci sono modi e tempo per farlo. Bisogna essere ottimisti".

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