INTER, un mercato da scudetto? Si attendono le cessioni

di Redazione ITASportPress

L’Inter 2015-2016 sembra poter diventare finalmente una degna rivale della Juventus, visto che già sul mercato (nonostante i bianconeri siano, al momento, impareggiabili per ogni squadra italiana) i nerazzurri stanno provando a tenere testa a tutte le altre formazioni del campionato italiano. Kondogbia, Imbula, Murillo, Miranda sono quattro colpi davvero importanti: la conferma di Icardi lo è altrettanto, così come le voci che danno per chiuso l’affare-Montoya a 8 milioni, e l’evoluzione verso il 4-3-3 voluta da Mancini sta prendendo forma sempre di più. Non si può negare che l’Inter si stia muovendo in fretta: secondo quanto appreso dalla redazione di ITASportPress.it, l’obiettivo primario di Thohir, Ausilio e Fassone è completare la squadra prima del ritiro di Brunico, che avrà luogo dal 5 al 16 luglio, in modo da dare al coach nerazzurro il tempo e lo spazio per completare la metamorfosi, valutare l’intera rosa. Poi, però, bisognerà procedere alle cessioni.

IL LATO FINANZIARIO – La sospensione del Fair Play Finanziario è una notizia agrodolce per l’Inter, che sarebbe comunque rimasta fuori dalle coppe europee, ma che aveva sorriso a mezza bocca alla qualificazione della Sampdoria, in quanto questa circostanza avrebbe dato a Thohir il tempo per investire sul mercato senza le pastoie della Uefa. Gli acquisti, in ogni caso, a prescindere da quanto siano profonde le tasche del patròn indonesiano, sono stati molto costosi: 37 milioni per Kondogbia, 12 per Miranda, 8 (già pagati a gennaio) per Murillo, e adesso 19 per Imbula. Un passivo di mercato piuttosto oneroso – che raggiunge un totale di 76 milioni, e 85 se si considerano tutti i bonus – senza contare i contratti dei singoli giocatori. E’ chiaro che, nonostante tutte le cessioni minori di cui si è parlato in lungo e in largo (Kuzmanovic, l’addio di Jonathan, il caso Ricky Alvarez), questo mercato non pare sostenibile senza qualche cessione di contraltare.

IL LATO TECNICO – Andando ad analizzare dunque la rosa dell’Inter, è chiaro che i sacrifici andranno fatti principalmente in due reparti: la difesa e il centrocampo, ovvero gli stessi dove sono arrivati i nuovi innesti. Al centro del reparto arretrato, infatti, a meno di non giocare con tre centrali (Mancini non ne vuole sapere, anche perché gli uomini non sembrano giustissimi), considerando Murillo e Miranda titolari, ci sono in panchina Vidic, Andreolli, Ranocchia e Juan Jesus. Il candidato numero uno all’addio è proprio quest’ultimo: c’è stata l’offerta dello Spartak Mosca, rifiutata dal giocatore che vuole un club di più alto profilo. Il rischio per l’Inter è quello di rimanere intrappolata in contratti troppo dispendiosi per il peso dei giocatori in rosa. Allo stesso modo, il rifiuto di Andreolli di andare alla Sampdoria (affare da 3 milioni andato in fumo) non può che infastidire la dirigenza nerazzurra, così come l’accordo con il Watford dei Pozzo (11 milioni per Santon e Kuzmanovic). A proposito di Kuzmanovic, lui è l’elemento in sicura partenza in un centrocampo che avrà in Kondogbia, Imbula e Brozovic i suoi titolari, con Medel ed Hernanes (a meno che non si riesca a cederlo) in uscita dalla panchina. Sul mercato, dunque, anche Kovacic Guarin: se per il primo, dopo i contatti caldissimi con il Liverpool, si registra una leggera frenata (o una trattativa a fari spenti), per il secondo c’è l’interesse del Fenerbahce, frenato però dalla volontà opposta del giocatore di andare in un “top club”. Una missione difficile quella di Ausilio, dunque: vendere per ricavare – e dunque vendere bene – e convincere giocatori che hanno all’Inter ricchi contratti e nulla da chiedere.

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