Juventus, Allegri: “Ecco quando ho scoperto che non sarei rimasto. Sul futuro…”

Juventus, Allegri: “Ecco quando ho scoperto che non sarei rimasto. Sul futuro…”

Le parole del tecnico bianconero dopo il pari con l’Atalanta e la festa Scudetto

di Redazione ITASportPress

Terminata 1-1 la partita contro l’Atalanta all’Allianz Stadium, l’allenatore della Juventus Massimiliano Allegri ha partecipato alla festa Scudetto insieme a tutta la squadra, la società e i tifosi. Poi l’intervista a Sky Sport: “Abbiamo fatto 37 formazioni differenti su 38 partite, credo, e la squadra ha risposto molto bene. Tutti dicevano che vincere il campionato sarebbe stato facile, ma è stata la squadra a far credere questa cosa, perché ha disputato partite di alto livello. I ragazzi sono cresciuti nell’autostima, nelle gambe… La crescita è stata costante fin dal mio arrivo. La spensieratezza doveva essere la forza per affrontare al meglio la Champions League”.

Su quando è maturata la scelta: “Dopo l’Ajax avevamo l’idea di andare avanti insieme, poi nell’ultimo mese e mezzo è nato un altro pensiero. La squadra è ottima e difficilmente migliorabile, per il bene della Juventus abbiamo pensato che fosse giusto finire il ciclo. La società ha scelto così e va bene, non mi sono chiesto il motivo. Ho saputo la notizia venerdì mattina, ma già giovedì all’incontro avevo capito che non sarei più rimasto”.

Sul futuro: “Stasera volevo finire con una bella partita, 5 Scudetti sono tantissimi e ancora non me ne rendo conto. Forse ci riuscirò più in là, capirò poi di aver fatto un buon lavoro. Anno sabbatico? Se non sono convinto del progetto tecnico non vado in una squadra, io mi diverto ad analizzare queste cose. Se non mi diverto, smetto di allenare. Non amo la noia, voglio sempre trovare qualcosa di diverso. L’importante è essere me stesso. La vita è piena di imprevisti, voglio scegliere l’opzione migliore per me e so che non è facile”.

Sulla stagione: “Dopo la trasferta di Madrid era necessario mettere al sicuro il campionato, le trasferte di Bologna e Napoli potevano essere rischiose. Poi, come ho detto tante volte, siamo arrivati alla doppia sfida con l’Ajax in condizioni non ottimali. Quando la stagione inizia con vari problemi fisici, poi diventa difficile capire cosa accadrà nel finale. Bravi, ripeto, a vincere a Bologna, ma le varie indisponibilità hanno inciso anche nel periodo successivo. Da gennaio è stato così”.

“Cosa mi porto da questa esperienza quinquennale? Molto semplice: sono stato fortunato ad aver allenato Milan e Juventus, due mondi completamente diversi. Sono felicissimo di aver imparato le due mentalità: bianconeri all’opposto dei rossoneri”.

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