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Momentaccio

Juventus, blitz della Gdf: Agnelli, Nedved e Paratici indagati per falso in bilancio

Juventus Paratici Agnelli Nedved (getty images)

Sotto accusa le plusvalenze di cui si sono recentemente occupate anche Consob e Covisoc

Redazione ITASportPress

Momentaccio per la Juventus che dopo la batosta sul campo del Chelsea in Champions, subisce anche uno tsunami giudiziario. Sei indagati per falso in bilancio, tra cui il presidente Andrea Agnelli, il vice Pavel Nedved e l'ex ds Fabio Paratici in relazione alle stagioni 2018-19, 2019-20 e 2020-21. Sotto accusa le plusvalenze di cui si sono recentemente occupate anche Consob e Covisoc. Oggi pomeriggio la Guardia di Finanza si è presentata alla Continassa, sede del club bianconero, per acquisire tutti i documenti necessari. Questo il comunicato della Procura: “Dal pomeriggio odierno, su ordine di questa Procura della Repubblica, militari della Guardia di Finanza stanno eseguendo perquisizioni locali presso le sedi di Torino e Milano della società Juventus Football Club S.p.a. - dice il comunicato della Procura emesso poco prima delle 23 -. I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria Torino, delegati alle indagini, sono stati incaricati di reperire documentazione ed altri elementi utili relativi ai bilanci societari approvati negli anni dal 2019 al 2021, con riferimento sia alle compravendite di diritti alle prestazioni sportive dei giocatori, sia alla regolare formazione dei bilanci. Allo stato, le attività sono volte all’accertamento di ipotesi di reato di false comunicazioni delle società quotate ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, nei confronti del vertice societario e dei direttori delle aree business, financial e gestione sportiva”.

GRAVINA - Il presidente della FIGC Gabriele Gravina ha affrontato il mese scorso il tema delle plusvalenze fittizie dopo che il 27 ottobre, è uscita fuori la notizia dei fari accesi dalla Covisoc e dalla Procura della Federcalcio su una serie di operazioni di mercato con l’apertura di un fascicolo per plusvalenze sospette, nato da una verifica ispettiva della Consob. L’operazione più nota è lo scambio che ha mandato Miralem Pjanic al Barcellona per circa 60 milioni in cambio di Arthur Melo alla Juventus per 72. Sulla vicenda Gravina dichiarò: "L'indagine è più conoscitiva che di tipo persecutorio, siamo coscienti della nostra impossibilità di agire perché si cozza sulla solita questione delle valutazioni oggettive o soggettive. Questo terreno è abbastanza scivoloso, ma sappiamo anche che, attraverso alcuni accorgimenti, possiamo adottare provvedimenti per limitare l'impatto di questo fenomeno all'interno delle problematiche gestionali di questo calcio".

 (Getty Images)
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