Juventus, crollo nel finale contro la Lazio nasconde una verità

Bianconeri beffati ieri da Caicedo al ’95

di Redazione ITASportPress

Neanche il tecnico della Juventus Andrea Pirlo è riuscito a spiegare il crollo nel finale di ieri all’Olimpico contro la Lazio. Il progetto del mister bianconero è in una fase di elaborazione ma comunque come ha ammesso l’ex centrocampista è al 60% e del resto pretendere tutto e subito non si può. Per adesso si apprezzano le ripartenze rapide con quattro specialisti: Rabiot, Kulusevski, Morata e Ronaldo. Contropiedi che hanno approfittato dello sbilanciamento della Lazio con tanti assenti -riporta oggi la Gazzetta-. E hanno fatto capire che la Juve può assumere un’altra identità, meno offensiva e leggera: può restare coperta, per scatenare fughe improvvise e veloci. Pirlo rischiava di battere Inzaghi sul suo terreno. Se avesse affrontato così il Barcellona, forse sarebbe finita diversamente. Due i ruoli cruciali in questa Juve reversibile e asimmetrica, che si difende con il 4-4-2, attacca con il 3-3-4 e ha un sistema “medio” inequivocabilmente 3-5-2: la mezzala offensiva e l’esterno-terzino. In questo ruolo Cuadrado è inarrivabile. Nel “10” travestito da “8” Kulusevksi è superiore a McKennie e Ramsey: due buoni giocatori e un potenziale fuoriclasse dalla doppia fase. Il 3-5-2 ha soprattutto recuperato CR7 al centro del gioco. Un anno fa per tirare doveva fare dieci passi e contorcersi, ora segna e colpisce da centravanti. Somiglia al Ronaldo di Madrid. Il sistema di Pirlo è dispendioso, obbliga ad aggiustamenti continui tra le due fasi. Alcune individualità non si ritrovano: Demiral è giù, il regista vero non c’è, e poi Dybala. Sembra quello dell’ultimo Allegri: zero dribbling e tiri, ma retropassaggi e palle perse, compresa quella da cui nasce l’1-1. Pirlo dovrà recuperarlo alla causa e convincerlo a fare la punta. Malissimo infine l’atteggiamento finale, l’incapacità di gestire la situazione e tenere palla. Ma con questa batteria offensiva la Juve deve chiudere molto prima, non farsi beffare al 95’ da Caicedo ormai vero funambolo nei minuti di recupero.

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