Juventus, Danilo: “Lo scudetto dedicato alle vittime della pandemia”

Le parole del laterale brasiliano

di Redazione ITASportPress
Danilo

La prima stagione di Danilo in Serie A è stata decisamente atipica. Dapprima il lockdown, poi le difficoltà della Juventus sul campo. Nonostante questi imprevisti, l’ex Real Madrid è riuscito a conquistare lo scudetto con i bianconeri. Attraverso il proprio profilo Instagram, Danilo ha postato un video in cui si è raccontato: “Uno dei miei grandi meriti è che io non mi sono mai accontentato di ciò che ho fatto. Non mi fermo a pensare a quello che ho vinto ma mi concentro su quello che deve ancora arrivare. È questa la motivazione che mi muove giorno dopo giorno. Sono molto soddisfatto di questo primo anno in Italia perché abbiamo vinto lo Scudetto e sono entrato a far parte di una piccola parte dell’immensa storia della Juventus. Il lockdown? Tornare a giocare a calcio dopo il lockdown per il Coronavirus ha dato sensazioni diverse, è stata una grande sfida. La città? Torino è molto più simile al Portogallo e alla Spagna rispetto all’Inghilterra. La gente di Torino è molto più calorosa. Torino è molto tranquilla, non è una di quelle grandi città che vivono 24 ore al giorno e credo che questo sia positivo, è una città che permette di fermarsi per alcuni momenti e tirare il fiato. Stiamo molto bene qui, mi piace stare più tranquillo con la famiglia. Inizialmente siamo andati a vivere in centro ma poi ho trovato questo rifugio e sono soddisfatto perché c’è un giardino per i bambini e per i cani. Fin dal primo momento a Torino sono stato trattato bene. La cucina italiana? Quando una cosa mi piace una cosa non cambio strada. Mi piace molto la burrata e la mangio sempre, anche una buona pasta a prescindere della forma. Le lasagne le mangio con il riso ma qui non le servono così”.

DEDICA

Danilo ha anche voluto dedicare lo scudetto conquistato: “Questo Scudetto alla fine è stato differente e credo possa essere dedicato a tutte le persone che hanno sofferto per la pandemia. L’Italia è stato un paese molto colpito e credo che il calcio abbia potuto portare un po’ più di gioia e svago a tutti quanti siano stati direttamente coinvolti in particolar modo ai tifosi juventini che hanno potuto festeggiare un altro trofeo”.

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