Juventus, Sarri: “Allegri lascia eredità pesante. Champions? L’obiettivo è quello. Su Higuain e De Laurentiis…”

Juventus, Sarri: “Allegri lascia eredità pesante. Champions? L’obiettivo è quello. Su Higuain e De Laurentiis…”

Prime dichiarazioni per il neo allenatore della Vecchia Signora

di Redazione ITASportPress

La Juventus è pronta a presentare Maurizio Sarri. L’attesa è finita: alle 11 il nuovo tecnico parlerà per la prima volta dopo la lunga ed estenuante trattativa tra i bianconeri e il Chelsea, suo ex club con cui ha vinto l’ultima Europa League.

Sbarcato nella giornata di ieri a Caselle, l’allenatore toscano affronterà i media nella sala “Gianni e Umberto Agnelli” dell’Allianz Stadium di Torino. ItaSportPress.it ha seguito live le sue parole:

PRIME PAROLE – “Sono contento di essere qui oggi. A disposizione per rispondere alle vostre domande”. “La mia scelta rivoluzionaria? Non lo so, non lo penso. Bisogna avere le idee chiare sul percorso. Da bambino ero tifoso del Napoli. Alla fine della mia esperienza col Napoli avevo un dubbio e in questo senso la società mi ha tolto il dubbio ingaggiando Ancelotti. A quel punto ho preferito andare all’estero. Premier League esperienza bellissima”. “La Juventus, miglior club italiano al momento, mi ha offerto l’opportunità di tornare in italia. E’ il coronamento della mia carriera”.

SCELTA – “Non ho mai visto tanta determinazione da parte di una società nel prendere un allenatore. Grandissimo atteggiamento, che mi ha convinto. Sono state sensazioni forti”. “Il mio è un percorso lungo fatto di tanti passi graduali. Mi fa piacere essere nella squadra più importante d’Italia. E questo è un ulteriore passo in avanti, dopo l’esperienza al Chelsea”. “Per le maglie per cui ho lavorato ho dato il 110% e lo farà anche con questi colori”. “Cosa mi ha colpito in questi due giorni? Che sono tutti molto compatti. Un gruppo forte. Per mentalità, compattezza…”. “Non c’è stata una parola precisa con cui mi hanno convinto”.

SERIE A – “Sono contento del fermento che c’è in Serie A. Dobbiamo cambiare mentalità perché in Premier League è tutto diverso. Sono contento che ci sia quest’aria di cambiamento con Conte, Fonseca e tutti gli altri”.

CHAMPIONS LEAGUE – “Dobbiamo avere la consapevolezza che quello è l’obiettivo. Ma dobbiamo sapere che sarà molto difficile perché ci sono 8-9 squadre che possono giocarsela. Poi noi dobbiamo partire con l’idea di combattere per arrivare fino in fondo”. “Mi aspetto di alzarmi ogni mattina e studiare il modo di vincere le partite. Non è un meccanismo dovuto: rivincere è sempre più difficile che vincere. La Juventus ha l’obbligo di partire per vincere sempre, ma consapevole del coefficiente di difficoltà”.

MODULO – “Bisogna avere le idee chiare su 2 o 3 giocatori che ci possono far fare la differenza e poi metterli nelle condizioni per farli esprimere al massimo. Il modulo sarà una conseguenza. Non si può partire dal modulo e poi mandare via e prendere giocatori ma dobbiamo ristudiare bene le caratteristiche dei giocatori, poi parlarci per capire e condividere e poi applicarci il modulo”. “Cristiano Ronaldo? Un’emozione allenarlo. Vorrei aiutarlo a vincere ancora”. “Dobbiamo partire dai giocatori più talentuosi e costruire la squadra attorno a loro. Parlerò con Fabio e anzi sono contento che lui già lo faccia”. “Higuain? Ascolterò tantissimo la società, che conosce i ragazzi meglio di me, perchè sarebbe una mancanza di rispetto imporre la mia opinioni”.

SFIDA – “Per 3 anni mi svegliavo e pensavo a come sconfiggere la Juventus, perchè era la squadra vincente. Ho dato il mio 110% ma non ci siamo riusciti. E’ un’esperienza finita e la mia professionalità mi porterà adesso a dare tutto per questa società”. “Io traditore? Ho messaggi che dicono il contrario. Spesso alcuni giocatori devono dire certe cose per vivere bene nell’ambiente in cui si trovano”. “Arrivo con scetticismo come in tutti i club dove sono arrivato. Lo capisco, anche perchè io arrivo dall’altra parte, per la mia esperienza passata. Ma conosco solo un gioco per toglierlo: vincere e convincere, far divertire e fare risultato”. “L’obiettivo di divertire in campo non è antitetico a quello di vincere. Spesso l’entusiasmo generato da una squadra che si diverte è ulteriore benzina, e non significa che sia una squadra frivola”.

LOOK E RAZZISMO – “Tuta o giacca e cravatta? Preferisco la prima, ma l’importante che la società non mi mandi in giro nudo”. “Cori di discriminazione? Non posso cambiare idea perché cambio società. Non possiamo restare indietro di 30-40 anni rispetto al resto d’Europa. È l’ora di dissociarsi e di dire basta. Basta”. “Sarrismo? Non so cosa sia il “Sarrismo”. L’ho letto sulla Treccani ma io sono sempre stato così, cambiando grazie alle esperienze, ma rimanendo fedele ai concetti. Sono una persona diretta, forse anche troppo, e ciò porta a scontri, che sono però risolvibili”.

PASSATO E PRESENTE – “Allegri lascia un’eredità pesante. Vincere quello che ha vinto lui è difficilissimo. Ha fatto risultati straordinari e vorrei vedere nella squadra quella capacità di risolvere le difficoltà con lucidità che ha trasmesso lui”. “Se ho sentito De Laurentiis? Non ho sentito il presidente De Laurentiis. Tutti dite che c’è un cattivo rapporto ma non è vero: lo ringrazierò sempre per avermi fatto allenare la mia squadra”. “Higuain? Non l’ho sentito, non lo vedo dalla festa per la finale di Baku, ma dipende tutto da lui”.

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