Lippi: “Allegri mi assomiglia parecchio. Sullo scudetto dico che…”

“Mi rivedo anche in Spalletti e Ancelotti”

di Redazione ITASportPress
Lippi

Fermarsi a riposare, ma non per troppo tempo. Sembra essere questa l’intenzione di Marcello Lippi, ct della Cina ed ex storico allenatore anche dell’Italia. Intervistato dal Corriere dello Sport, il tecnico toscano ha parlato della sua esperienza in Oriente e del desiderio di tornare nel suo Paese per ricaricare le batterie e ripartire con ancora più voglia. Tanti i temi trattati dal ct campione del mondo con l’Italia nel 2006, compresa la corsa scudetto nel campionato nostrano.

CINA – “La mia vita in Cina? Sei anni, una bellissima esperienza che si concluderà il 31 gennaio, dopo la Coppa d’Asia. Ho il volo domani. La federazione mi aveva offerto altri quattro anni e mezzo per chiudere in Qatar, ma non me la sono sentita di accettare, anche per una questione di prospettive. Ho bisogno di tornare a casa e di starci un po’, devo ricaricare le batterie, annoiarmi anche, serve che mi rompa le palle per ripartire con più voglia e stimoli. Due o tre anni di lavoro e viaggi, uno stop, e poi si ricomincia: trovo che sia la formula giusta. Con i club ho chiuso per sempre, una nazionale più vicina, europea o degli Emirati, la potrei considerare… Il bilancio è positivo, la Cina è diventata una delle nazionali più forti del Continente, abbiamo perso i Mondiali di Russia per un solo punto, credo di aver fatto qualcosa di buono anche a livello strutturale visto che ho spinto i club a investire sui settori giovanili, oggi tutti hanno squadre under 15, under 16, under 17”.

ALLENATORI – “A chi mi sento più affine tra Allegri, Ancelotti e Spalletti? Mi credi, se ti rispondo a tutti e tre? Ecco, forse con Max le analogie sono più numerose. Lui come me è arrivato alla Juve a 46 anni e sempre come me ha vinto il campionato al primo tentativo. Abbiamo radici toscane, come con Luciano. Se ci pensi bene, tutti e tre sanno fare squadra, trasmettere positività, leggere la partita e affrontare i vari momenti. Probabilmente Ancelotti ha il vantaggio di essere cresciuto tanto come giocatore quanto come allenatore nelle grandi squadre dove la vittoria è una condanna e la sconfitta una disgrazia. Lui sa bene cosa significa”.  “Il segreto di essere un allenatore vincente? L’allenatore vincente è quello che riesce a entrare nella testa dei giocatori, specie se campioni. Tu puoi insegnare meglio di altri le diagonali, i raddoppi di marcatura, i tagli, le scalate, il possesso palla, e puoi far declinare il pressing in mille modi, ma se non trovi la sintonia con il gruppo e non risulti credibile, non vinci. Il calcio è psicologia, adattamento alle varie situazioni, empatia, oltre a tutto il resto. Poi, certo, è anche aggiornamento. In generale il livello di preparazione dei tecnici delle serie maggiori è molto alto”.

SCUDETTO – La Juventus è in testa alla classifica ma anche Inter, Napoli e le due romane si stanno avvicinando: “Cos’ha in più l’Inter rispetto al passato? L’autostima. Cinque, sei vittorie di fila possono cambiare la mentalità e gli obiettivi di un gruppo. L’Inter oggi è consapevole della propria forza, sa di poter arrivare al risultato in ogni momento. Spalletti ha responsabilizzato tutti, proprio come Ancelotti. Quando lunedì ho visto che ha messo dentro Joao Mario che non partiva titolare da gennaio ho capito che avrebbe vinto la partita. Ci stanno con la testa”. “Il Napoli? Ancelotti sta portando la squadra a sé, coinvolge tutti, li fa sentire importanti, nella fase decisiva della stagione ci sarà la sintesi, vedrai. Non ha buttato il lavoro di Sarri – è molto intelligente ed esperto -, ha conservato il meglio e vi ha aggiunto del suo”. Su Roma e Lazio: “La Roma è forte ma ha bisogno di crederci di più, le serve l’infilata di successi. Stravedo per Eusebio, è intelligente e preparato. La Lazio deve invece resettare: ormai si può parlare di blocco con le grandi, il primo a essere bloccato è Milinkovic che ha vissuto un’estate pesante, scomoda, di quelle che possono condizionare i mesi successivi”.

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