Lopez: “Balotelli mi ha deluso. Durante quarantena non si è fatto vedere su Zoom”

Lopez: “Balotelli mi ha deluso. Durante quarantena non si è fatto vedere su Zoom”

Il tecnico del Brescia a tuttotondo

di Redazione ITASportPress
Diego Lopez

Mario Balotelli è ormai prossimo all’addio al Brescia. Ancora un fallimento per il centravanti che nelle ultime settimane si è reso protagonista di una telenovela con il patron Cellino e con tutta la squadra. Allenamenti saltati, polemiche e scuse. Ora, Super Mario saluterà anche le Rondinelle. A parlare anche del centravanti italiano è stato Diego Lopez, mister del Brescia, ai microfoni del Corriere della Sera.

Lopez: “Balotelli mi ha deluso”

Balotelli
Balotelli (getty images)

“Nella vita contano i fatti, non le parole. Siamo quello che facciamo, non quello che diciamo o che scriviamo. La verità qui è una sola: la squadra ha preso una strada, Mario un’altra”, inizia così il racconto di Diego Lopez sulla vincenda che ha coinvolto Mario Balotelli. “Pensavo che giocando nella sua città potesse dare tanto. Aveva tanto da dare, ma doveva fare di più, molto di più. I fatti sono questi. Quindi è normale che sia deluso. Per lui mi sono speso molto”. “Lui si allenava da solo perché i compagni aveva scelto di fare un altro percorso. Era facoltativo, va bene, ma il gruppo ha preso una strada e lui un’altra. Su Zoom, durante la quarantena, non si è fatto vedere. Anche se lui dice di stare bene, non è al livello dei compagni”.

Serie A  e salvezza

Dal caso Balotelli alla ripartenza del campionato. “Salvezza? Io credo che sia molto difficile, ne sono e ne siamo consapevoli. Però il nostro obiettivo è fare più punti possibile, dobbiamo pensare solo noi stessi. Un risultato porta a un altro. Proviamoci”, ha detto Lopez. “Brescia colpita così tanto dal coronavirus che può essere stimolo in più? So che forse non è quello che mi si vorrebbe sentir dire, ma io credo non vadano mescolate le cose. Ci vuole molto rispetto per quanto è successo, per chi ha sofferto davvero. Dobbiamo giocare per noi stessi, per la maglia, per i tifosi, perché è il nostro lavoro. Ma non confondiamo i piani. Il pallone è una cosa, la vita un’altra”.

 

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